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Cardiologia di Legnano: “Fiore all’occhiello della nostra città”

14 Gennaio 2020

Lo scorso dicembre, all'approssimarsi del Natale, ho trascorso una settimana presso il reparto di Cardiologia dell'Ospedale di Legnano e volevo raccontarvi la mia personale esperienza.
Su consiglio della scrupolosissima dottoressa Paola Martina, alle cui cure mi affido ormai da qualche anno, mercoledì 11 dicembre sono entrato in reparto per eseguire, il giorno successivo, una coronografia di accertamento che ha posto in evidenza una "coronaropatia ostruttiva del tronco comune dei tre vasi coronarici".
A seguito di questa diagnosi sono stato trattenuto in reparto in osservazione per precauzione, mentre a correzione della patologia rilevata mi è stato proposto un intervento di angioplastica e di impianto di stent poi eseguito con pieno successo il lunedì seguente sempre dalla dottoressa Martina, coadiuvata dal dottor Barlocco, cardiologo specialista e da una efficientissima squadra di assistenti di sala; un'intera equipe capace per tutto l'intervento di infondermi quella fiducia e tranquillità a me indispensabili in un momento del genere. Due giorni dopo, ad una settimana dal ricovero, sono stato dimesso, facendo ritorno alla mia quotidianità già in perfetta forma, pronto ad affrontare con il morale alto il Natale ormai alle porte.
L'esperienza assai positiva mi pone l'obbligo morale di ringraziare tutte queste meravigliose persone che giornalmente assistono, curano e salvano vite umane senza i lauti stipendi di molti atleti “pedestri”, a volte accusati di inefficienza da pazienti poco riconoscenti, maleducati, loro stessi privi di quella umanità e competenza che pretendono da altri.
Sono orgoglioso del nostro Ospedale, dell'Ospedale di Legnano, del suo reparto di Cardiologia: è il fiore all'occhiello della nostra città, conosciuto ed apprezzato in tutta l'Italia. Dobbiamo amarlo ed essere riconoscenti a tutto il personale che permette di raggiungere traguardi di grande prestigio e sicurezza per i pazienti.

Un paziente riconoscente
Roberto Vignati

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