Eco del tempo: a “Musica fuori centro” risuonano gli antichi suoni per i nuovi mondi a Legnano
Appuntamento con i musicologi Carlo Serra ed Enrico Merlin venerdì 13 marzo alle 20.45 nella sala Previati. Il giorno successivo, sabato 14 marzo, sempre alle 20.45, nella chiesa Santi Magi del quartiere Olmina ci sarà Yitong Wang, strumentista di origine cinese e di statura artistica internazionale con la chitarra di Enrico Merlin
Il secondo (doppio) appuntamento con la rassegna “Musica fuori centro” si concentra sull’influenza che il passato esercita, da sempre, sui compositori. Dalle melodie popolari reinventate da van Beethoven alle ricerche barocche filtrate da Gregorio Paniagua, dalle antiche melodie russe e napoletane riassemblate da Stravinsky al juke box dell’infanzia ricantato da Caetano Veloso sino alle estetiche contemporanee e al dialogo che intrattengono con gli echi musicali più antichi, il passato è sempre stato un inesauribile serbatoio creativo. Di questo rapporto parleranno e faranno ascoltare degli esempi significativi i musicologi Carlo Serra ed Enrico Merlin nell’incontro in programma venerdì 13 marzo alle 20.45 nella sala Previati. Il giorno successivo, sabato 14 marzo, sempre alle 20.45, nella chiesa Santi Magi del quartiere Olmina il dialogo sarà, invece, puramente musicale, e avverrà fra l’arpa guzheng di Yitong Wang, strumentista di origine cinese e di statura artistica internazionale, e la chitarra di Enrico Merlin, qui nelle vesti di musicista, in uno stimolante incrocio tra culture di continenti diversi. Il programma comprende quattro brani tradizionali per guzheng: “La luna su Jianchang”, “Tre variazioni sul fiore di pruno”, “Il canto della barca da pesca al tramonto” e “Notte di luna sul fiume in primavera”, insieme con un momento di improvvisazione in dialogo con la chitarra di Merlin.
Le quattro composizioni nascono da elementi naturali, ma si trasformano in un percorso interiore e spirituale. La luna, l’acqua, i fiori e il viaggio non sono semplici immagini del paesaggio, bensì modi con cui l’essere umano riflette su se stesso e sul tempo. Se nella cultura occidentale, la chiesa è uno spazio di raccoglimento e trascendenza, nella tradizione orientale, una dimensione simile si manifesta nella natura stessa. Montagne e acque diventano luoghi di meditazione, dove l’uomo si percepisce come parte di un ordine più ampio. Eseguire queste musiche in una chiesa di dimensioni contenute come quella dei Santi Magi facilita un incontro silenzioso tra due visioni: il suono che nasce dal paesaggio interiore dell’Oriente entra in uno spazio architettonico sacro, aprendo un dialogo fatto di ascolto, quiete e risonanza condivisa.
Yitong Wang è nata in Cina e risiede a Firenze, è un’artista interdisciplinare, la cui ricerca attraversa arti visive e musica tradizionale cinese. Da oltre vent’anni coltiva un rapporto profondo e continuo con queste discipline, che fanno parte della sua formazione e della sua identità più profonda. Nel corso degli anni ha portato con sé il guzheng — strumento antico, quasi inscritto nella sua memoria corporea e nel suo sangue — viaggiando tra città e contesti diversi. Attraverso la sua musica, Yitong evoca l’immaginario dell’Oriente, non come nostalgia, ma come presenza viva, lasciandolo dialogare con sensibilità contemporanee e spazi culturali europei. La sua pratica artistica nasce da una spiccata attitudine all’ascolto: della tradizione, del silenzio, del tempo e del luogo, trasformando, così, ogni esecuzione in un atto intimo e irripetibile.
L’ingresso è libero per entrambi gli appuntamenti.










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