Cgil, Cisl e Uil: «La Regione non ammette gli errori sulle RSA»

Cgil, Cisl e Uil che contestano la mancanza di «coinvolgimento degli operatori delle strutture nei protocolli di sicurezza e nessun confronto con il sindacato».

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«La Fase2 è all’insegna dell’inadeguatezza per le Rsa lombarde». Ad affermarlo oggi, venerdì 22 maggio, sono i sindacalisti della Cgil, Cisl e Uil che contestano la mancanza di «coinvolgimento degli operatori delle strutture nei protocolli di sicurezza e nessun confronto con il sindacato».

Secondo le tre sigle sindacali la Regione Lombardia, con la delibera di giunta che sta per assumere, «sembra preoccuparsi solo di indicare le responsabilità in capo agli enti gestori e alle ATS. Chiediamo al Presidente di Regione Lombardia, ad ANCI e agli Enti gestori di modificare questo approccio e di realizzare percorsi condivisi per una ripresa sicura».

«Non sono bastati i numeri choc delle morti nelle fasce di popolazione più fragili – affermano i sindacalisti – a partire dagli anziani ospiti nelle RSA lombarde, o spesso abbandonati al proprio domicilio, per convincere Regione Lombardia che sono stati fatti errori e che è indispensabile cambiare strada». Gli incontri avuti nelle giornate di ieri e di oggi, dove sono stati illustrati gli indirizzi per la riapertura in sicurezza delle unità di offerta e della riattivazione dei servizi del sistema socio-sanitario e sociale lombardo, secondo i sindacalisti «sembrerebbero confermare l’assenza di un progetto di gestione del rischio, di risposta ai bisogni a alla qualità dell’offerta assistenziale e una prospettiva di riorganizzazione della rete dei servizi territoriali». La sicurezza, per le tre sigle sindacali, viene garantita se si «coinvolgono tutti i soggetti compresi i lavoratori e gli operatori del sistema che in questa drammatica situazione hanno comunque garantito la tenuta dei servizi».

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Pubblicato il 22 Maggio 2020
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