Confartigianato Alto Milanese e normativa sulle PMI: “Una legge difende le nostre imprese”
La normativa sulle PMI introduce sanzioni per l’uso improprio di “artigianato” e “artigianale”. Per Confartigianato Alto Milanese è una tutela importante per gli imprenditori
«C’è una parola che nel nostro territorio vale moltissimo: artigianato». È da qui che Giacomo Rossini segretario generale Confartigianato Imprese Alto Milanese parte per spiegare una novità destinata a incidere profondamente sul tessuto produttivo locale. Dal 7 aprile, infatti, la Legge annuale per le PMI stabilisce che i termini «artigianato» e «artigianale» possano essere utilizzati esclusivamente dalle imprese regolarmente iscritte all’Albo, introducendo anche sanzioni per chi ne fa un uso improprio. «Artigianato – spiega Rossini – non è solo un’etichetta commerciale, è il condensato di una storia, di un modo di lavorare, di un rapporto con la qualità e con il cliente che le tante imprese portano avanti ogni giorno».
Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che oggi ne sottolinea il valore strategico per la tutela dell’identità e della qualità del comparto. È una conquista che Confartigianato ha perseguito con determinazione, e che come associazione territoriale accoglie con enrome soddisfazione. «Finalmente la legge riconosce ciò che i nostri imprenditori hanno sempre saputo: essere artigiani non è semplicemente una dimensione d’impresa, è una qualità, una competenza, un’identità precisa. Per le imprese artigiane dell’Alto Milanese questa norma ha un valore concreto – dichiara Franco Cordano, Presidente di Confartigianato Imprese Alto Milanese -. I nostri associati investono ogni giorno nella cura del lavoro, nell’aggiornamento delle competenze, nella relazione diretta con i clienti. Queste sono le fondamenta dell’artigianato autentico. Avere un riconoscimento normativo di questa identità rafforza la loro posizione sul mercato e dà ai consumatori una garanzia in più sulla qualità di ciò che acquistano».
Come ha spiegato Rossini per anni la mancanza di una norma chiara aveva livellato verso il basso la comunicazione di mercato, rendendo indistinguibile l’impresa artigiana autentica da chi ne imitava solo il nome. «Oggi quella distinzione diventa legge: chi è artigiano lo è per titolo, per iscrizione, per storia – afferma Rossini -. Siamo artigiani perché siamo detentori di unicità, di qualità, di cura maniacale del particolare ha sottolineato infatti il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli, ribadendo che questa norma non punisce qualcuno in astratto, ma protegge un patrimonio reale. Un patrimonio che nell’Alto Milanese trova espressione in migliaia di imprese attive nei settori manifatturieri, nella moda, nell’alimentare, nell’artigianato artistico, nell’edilizia, nei servizi alla persona».
Per Confartigianato, la nuova normativa rappresenta dunque non solo una tutela, ma anche un’opportunità. «Come associazione il nostro impegno quotidiano è proprio – aggiunge Cordano – accompagnare le imprese a valorizzare ciò che le rende uniche, a comunicarlo bene, a farlo riconoscere dal mercato. Una legge che va in questa direzione è un alleato prezioso per tutto il sistema».






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