Guerre e rincari, l’allarme della Cgil Ticino Olona: “L’inflazione colpisce lavoratori e famiglie”
Con salari fermi e prezzi in crescita, una nuova spinta inflazionistica rischia di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto di lavoratori e famiglie. La priorità è difendere il potere d’acquisto: sostenere i rinnovi contrattuali, contrastare le speculazioni sull’energia e rafforzare welfare e lavoro stabile
Costi sull’energia in salita a causa delle guerre in corso e salari che restano indietro. È questa la crepa che rischia di allargarsi nell’economia reale mentre le tensioni internazionali tornano a far tremare i mercati. Quando il costo dell’energia aumenta, l’effetto non si ferma alla bolletta: si propaga lungo tutta la filiera, dai trasporti ai beni di consumo, fino agli scaffali dei supermercati. E a pagare il conto, ancora una volta, rischiano di essere soprattutto i lavoratori. È il quadro che traccia Mario Principe, segretario della Cgil Ticino Olona, analizzando gli effetti che una nuova fiammata inflazionistica potrebbe avere sul territorio. «Le tensioni internazionali stanno già producendo effetti sull’economia reale: l’energia torna a salire e questo significa nuovi rincari a cascata su trasporti, beni di consumo e servizi – osserva il sindacalista -. Il nodo, però, resta quello dei salari. Il problema è che in Italia sono fermi da anni e ogni nuova fiammata inflazionistica colpisce direttamente il potere d’acquisto delle famiglie».
Secondo Principe, anche nel territorio del Ticino Olona molte lavoratrici e molti lavoratori stanno ancora recuperando solo in parte il terreno perso con l’ondata inflazionistica degli ultimi anni. «Se i prezzi dovessero ripartire – avverte Principe– il rischio è un ulteriore impoverimento del lavoro dipendente». Le categorie più esposte sono quelle già più fragili: «Parliamo soprattutto dei lavoratori con salari medio-bassi, dei precari, di chi opera nei servizi, nella logistica e nel commercio, ma anche di molti giovani – spiega Principe -. In queste fasce, infatti, basta poco perché l’aumento delle bollette, del carburante o dei generi alimentari finisca per erodere una parte significativa dello stipendio mensile». Per il segretario della Cgil la priorità è chiara: difendere il reddito da lavoro e da pensione: «Questo significa innanzitutto sostenere i rinnovi contrattuali e rafforzare i meccanismi che consentono ai salari di recuperare l’inflazione»
Accanto a questo, servono interventi immediati sul fronte dell’energia e dei prezzi: «Occorre evitare nuove speculazioni – prosegue Principe – con controlli sulle tariffe, sostegni alle famiglie più esposte e misure che impediscano che i rincari energetici si scarichino interamente su lavoratori e imprese». Infine, secondo il sindacalista, la risposta non può limitarsi alle misure emergenziali. «È necessario rafforzare il welfare e le politiche industriali, perché in una fase di instabilità internazionale la vera protezione sociale resta il lavoro stabile, di qualità e ben retribuito». Il punto, conclude Principe, è semplice ma cruciale: «Non possiamo affrontare una nuova crisi con salari già indeboliti. Difendere il potere d’acquisto del lavoro deve diventare una priorità nazionale».










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