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Crisi Nerviano NMS, lavoratori e sindacati guardano a Roma: “Solo il Ministero ci potrà dare una speranza”

I lavoratori del centro di ricerca NMS di Nerviano restano in attesa della convocazione ministeriale che potrebbe sospendere i licenziamenti e dare respiro alle trattative

Cento posti di lavoro a rischio alla NMS di Nerviano, inizia lo stato di agitazione

I lavoratori di Nerviano Medical Sciences guardano a Roma: solo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy potrà dar loro una speranza. Sono giorni di attesa e tensione per il futuro del centro di ricerca, con la procedura di licenziamento collettivo, che interessa al momento 73 dipendenti su un totale di 123, avviata dall’azienda e la convocazione ministeriale che ancora non arriva. Un tavolo ministeriale ritenuto fondamentale dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil per poter sospendere la procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda. La finestra temporale è però molto stretta: la convocazione dovrà arrivare entro la fine di settembre, o al massimo nella prima settimana di ottobre. Nel frattempo, non è stata ancora attivata la cassa integrazione: un passaggio che i rappresentanti dei lavoratori considerano rischioso, perché segnerebbe l’avvio di un percorso senza ritorno verso i licenziamenti. Mentre la proprietà non accenna a fare un passo indietro, anzi, il contrario.

«Il secondo incontro in Assolombarda non ha portato novità vere e proprie – commenta Ivan Stabile rappresentante sindacale delle Rsu Acerella Srl e responsabile del Coordinamento della RSU di tutto il NMS Group, insieme al sindacalista Luciano Pellizzaro Filctem Cgil –. Abbiamo proposto di bloccare la procedura fino a quando non ci sarebbe stato l’incontro ministeriale, ma l’azienda, invece, ha ribadito che non intende bloccare nulla e che continuerà per la sua strada, rimandando la questione ministeriale a quando sarà il momento». A fronte di ciò sindacati e lavoratori si trovano contretti ad attendere un segnale dalla capitale. «Nel momento in cui arriverà la convocazione ministeriale sospenderemo la procedura – precisano i sindacalisti di tutte e tre le sigle sindacali -: deve arrivare però entro la fine di settembre, o al massimo nella prima settimana di ottobre, così da dare respiro alle trattative e tempo per intervenire in maniera più congrua. Dopo l’assemblea i lavoratori hanno accettato questa linea, anche perché non si sono presentate altre alternative. Ora speriamo solo in una convocazione al Ministero e, una volta fatta l’interlocuzione, decideremo insieme quale strada intraprendere».

La crisi NMS e la richiesta di intervento al Ministero

La crisi era stata preannunciata già in estate, come un fulmine a ciel sereno, dopo le decisioni dell’azionista di maggioranza, il fondo cinese PAG. La proprietà ha infatti annunciato lo smantellamento del settore della ricerca e il trasferimento di alcune attività. Poi nei giorni scorsi oltre all’avvio della procedura di licenziamento, è stata comunicata anche l’intenzione di anticipare al 2024 la ristrutturazione di BioNerviano, inizialmente prevista per il 2026.  Così le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una richiesta urgente per l’apertura di un tavolo istituzionale sul futuro del centro. Il tavolo ministeriale risulta l’ultima speranza per poter scongiurare la «chiusura di un polo scientifico unico in Italia e riconosciuto a livello internazionale, quale è NMS. A rischio ci sono ricercatori di alto profilo non possiamo perderli – affermano con forza i sindacati -. Questo è un presidio di ricerca oncologica di eccellenza, riconosciuto a livello mondiale. È una eccellenza nazionale non dimentichiamocelo: speriamo quindi che il Ministero intervenga rapidamente, per garantire una prospettiva di continuità e di sviluppo a una realtà importante come questa».

Crisi NMS Nerviano: i sindacati chiedono un incontro urgente al Ministero: “Il centro oncologico va salvato”

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Pubblicato il 19 Settembre 2025
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