Crisi NMS Nerviano: i sindacati chiedono un incontro urgente al Ministero: “Il centro oncologico va salvato”
Domani 16 settembre si terrà un confronto al tavolo di Assolombarda sui licenziamenti. Sindacati: "È prioritario difendere un centro di eccellenza nella ricerca oncologica. Di mezzo c'è anche un interesse nazionale legato al futuro della ricerca medica e alla salute dei cittadini"
In questi giorni le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una richiesta urgente per l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale per discutere sulla chiusura di un polo scientifico unico in Italia, riconosciuto a livello mondiale, ossia Nerviano Medical Sciences. La richiesta fa seguito all’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 73 lavoratori, su un totale di 123 dipendenti, da parte della proprietà del centro di ricerca oncologica nervianese. Una crisi annunciata in estate, come un fulmine a ciel sereno, a causa delle decisioni di un’azionista di maggioranza NMS. Di fatto il fondo cinese PAG ha annunciato lo smantellamento del settore della ricerca e il trasferimento di alcune attività. Così, in questi giorni, oltre all’avvio della procedura di licenziamento è stata annunciata l’intenzione, da parte dell’azienda, di anticipare anche la procedura di ristrutturazione per BioNerviano, inizialmente prevista per il 2026. Nel contempo, domani martedì 16 settembre, è in programma nella sede di Assolombarda a Milano un secondo incontro sindacale previsto dalla procedura di legge. Sarà l’occasione per riprendere il confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori sulle motivazioni e sugli impatti della decisione, con l’obiettivo di trovare soluzioni per ridurre o evitare i licenziamenti.
Un tavolo urgente al Mise
Come spiegano i sindacalisti in questa vertenza sono colpiti lavoratori altamente qualificati, tra cui scienziati con esperienze maturate in centri di eccellenza internazionali. La chiusura di questo polo «segnerebbe un colpo durissimo per il sistema della ricerca biomedica italiana» afferma Calcaterra. Il centro di Nerviano ha alle spalle oltre 60 anni di attività nel campo dell’oncologia, con importanti scoperte, tra cui le antracicline, e collaborazioni con istituti come l’Istituto dei Tumori, Humanitas, San Raffaele e Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L’appello, quindi, è quello di salvare ricerca e occupazione. Filctem, Femca e Uiltec chiedono, quindi, con urgenza al Mise un intervento che miri a salvaguardare i livelli occupazionali, garantire la continuità della ricerca oncologica a Nerviano, scongiurare la dispersione di un patrimonio scientifico e umano che rappresenta un valore strategico per l’intero Paese – affermano i sindacati -. Di mezzo c’è anche un interesse nazionale legato al futuro della ricerca medica e alla salute dei cittadini».










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