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Principe Cgil: «Lo sblocco licenziamenti si avvicina, servono interventi strutturali

Per il segretario della Cgil Ticino Olona Mario Principe va prorogata la scadenza del blocco licenziamenti e il Recovery Plan «è una possibilità per tutelare i lavoratori»

cgil ticino olona

Il 31 marzo 2021 si avvicina e con esso il tanto temuto sblocco licenziamenti. Solo che in questo momento nessun Comune o territorio è pronto a una emergenza sociale. L’unica chance per il segretario della Cgil Ticino Olona Mario Principe risulta quella di prorogare questo termine e nel contempo lavorare per tutelare i lavoratori, pensando anche al Recovery Plan come una possibilità. «Siamo alla vigilia di un cambio di governo il mio auspicio è che sia un governo politico, pronto a prendersi la responsabilità delle scelte – afferma Principe -. Per quanto ci riguarda come Cgil continueremo a chiedere di prorogare la scadenza del blocco dei licenziamenti, per evitare una emergenza sociale, avviare un confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali in senso universalistico con politiche attive adeguate, sulle pensioni bisogna evitare che in assenza di alternative venga fatta decadere quota 100».

La crisi pandemica ha accentuato le criticità strutturali del Paese, basti pensare alle problematiche emerse nel mondo della sanità, della scuola e del lavoro. Nodi che come ha ricordato il sindacalista Principe hanno aumentato il divario tra città e province, in termini sociali. «Nell’area dell’Alto Milanese, da diverso tempo, è in corso processo di dematerializzazione di una serie di servizi – afferma Pricipe -, che hanno impoverito il territorio, penso alla medicina di prossimità, servizi di cura e assistenza, scuole materne e asili nido, servizi che spesso, facilitano l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro, ancora oggi troppo maschile, qualche dato: il tasso di occupazione delle donne è di 18 punti percentuale più basso di quello degli uomini, il part time riguarda il 73% le donne ed è involontario nel 60,4% dei casi, i redditi complessivi guadagnati dalle donne sono in media del 25% inferiori rispetto a quelli degli uomini, e la ragione principale riguarda il peso del lavoro di cura dei figli delle persone anziane non autosufficienti e delle persone con gravi disabilità, che grava sulle spalle delle donne». Proprio per questo le risorse Europee previste per l’Italia, circa 209 miliardi di euro, sono per Principe l’occasione per «tornare a investire in occupazione stabile proprio di donne e giovani che nella crisi pandemica hanno pagato il prezzo più alto in termini occupazionali. Su questi temi sarà fondamentale un approccio che ponga al centro la dimensione territoriale, perché l’efficacia di molte scelte dipende da come un territorio è capace di generare sviluppo economico e sociale. Per fare questo l’approccio macroeconomico dall’alto non basta. Servono politiche mirate per le città e i territori».

Due i temi che, per il segretario della Cgil devono essere approfonditi per poter elaborare politiche urbane e metropolitane coerenti con gli obiettivi del Recovery Plan. «Il primo tema è legato alle dinamiche che stanno attraversando il mondo del lavoro: il diffondersi dello smart working sta cambiando anche le nostre città, con ripercussioni su due dei settori immobiliari, terziario e commerciale, che sono stati fondamentali per la vitalità, e per le entrate, delle amministrazioni locali. In questi giorni qualche azienda sta iniziando a ragionare sulle proprie sedi centrali, immaginando di ridurre spazi, a fronte della previsione di rendere stabile, almeno in parte le diverse forme del lavoro da casa, anche post Covid. Se il trend sarà questo, è lecito domandarsi cosa ne sarà di molti interventi urbanistici attuati dai territori previsti per ospitare nuovo terziario o di molte delle attuali sedi, che con il lavoro in presenza ridotto, sono sovradimensionate. Questo ci dovrebbe portare a una riflessione più ampia sull’economia delle città, sul modello di sviluppo e anche sulle dinamiche in evoluzione del mercato del lavoro».

Il secondo tema per Principe riguarda la dotazione dei servizi di prossimità: «Come possiamo ricostruire una rete sociale territoriale dentro un bisogno più grande che attiene alla necessità di ricostruire una socialità che negli anni, in particolare in provincia, è venuta meno, proprio per la migrazione di manodopera verso le città che per effetto di tutte le forme di lavoro in remoto che le imprese stanno utilizzando, potremmo trovarci di fronte ad un fenomeno inverso. Abbiamo bisogno di interventi strutturali e complessi, è necessaria una visione di scala un pò più ampia per rientrare in una dimensione urbana e metropolitana realmente più sostenibile e più equilibrata, fatta di dotazione di servizi pubblici efficienti, di reale policentrismo di funzioni pregiate e di trasporto sostenibile».

Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 10 Febbraio 2021
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