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25 aprile a Legnano, il discorso del presidente Anpi

Il discorso di Primo Minelli

Oggi ricorre il 75° anniversario della Liberazione, liberazione dei campi di sterminio e fine della seconda guerra mondiale.

Settantacinque anni fa il mondo vedeva con orrore cosa era stato il nazifascismo.

Un' Europa e un' Italia distrutte, quasi sessanta milioni di morti nel mondo, fame e disoccupazione, risultato di quel ventennio che imperò con grande consenso.

Il 25 Aprile è la festa di tutto il Paese per il ritorno alla Libertà di tutti, indipendentemente dalle opinioni politiche, religiose, di razza o di genere.

Festeggiare oggi il 25 aprile significa festeggiare la fine delle violenze alle camere del lavoro, alle associazioni e ai partiti. Festeggiare l'Italia della libera stampa, delle libere formazioni politiche sociali e culturali, ma anche delle libere scelte produttive.

Festeggiare il 25 aprile significa chiedere scusa ai Paesi del Nord Africa invasi e massacrati con armi convenzionali e chimiche dalle nostre truppe. Festeggiare l'abolizione delle leggi razziali. Il 25 aprile è la festa contro la xenofobia e l'antisemitismo.

Un pensiero ed un ringraziamento vada a tutti quei Partigiani e Partigiane che combatterono in condizioni di grave pericolo che in molti pagarono con la vita. Erano tutti ragazzi e ragazze giovanissimi che senza nulla chiedere tutto diedero.

Un pensiero ed un ringraziamento particolare ai nostri Partigiani Legnanesi sepolti al Cimitero Monumentale o che riposano in terre lontane, come i deportati della Tosi e della Comerio.

Un pensiero anche ai militari che dopo l'8 settembre 1943 si rifiutarono di combattere al fianco dei tedeschi, contro l'Italia libera e contro i Partigiani e andarono a combattere in montagna con le Brigate Partigiane.

Un pensiero alle nostre due Partigiane legnanesi, la Piera Pattani e la Giuseppina Marcora (che ci ha lasciato in questi giorni), cittadine benemerite che svolsero un grande ruolo durante la Resistenza.

Noi oggi possiamo parlare, manifestare, protestare, votare (il voto alle donne dato loro dalla Resistenza) grazie a quegli uomini e a quelle donne che tanti anni fa combatterono.

A questi Partigiani, costruttori di libertà venga risparmiato ciò che leggiamo o sentiamo a volte. Affermiamo con forza che la lotta di Liberazione fu una lotta di popolo, che coinvolse tutti gli orientamenti politici (comunisti, socialisti, democristiani, giustizia e libertà, monarchici) e tutti gli orientamenti religiosi. La forza e l'intelligenza di quegli uomini fu l'unità antifascista. E allora basta! Non vogliamo più leggere o ascoltare che il 25 aprile è una data che divide il Paese e l'Europa!

L'unità del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN)  non negò le diversità di opinioni che infatti furono codificate nella Costituzione quali elementi fodativi della nuova Italia.

Oggi festeggiamo il 25 aprile in modo diverso, senza cortei, per ragioni sanitarie gravi, ma non per questo senza valori.

Questa festa in questo contesto può essere l'occasione per richiamare tutti ai valori Costituzionali che per troppo tempo sono stati sottovalutati o non considerati.

Pensiamo a valori come la solidarietà (che veniva sbeffeggiata come astratto buonismo), o come la partecipazione alla vita pubblica per il bene comune.

Pensiamo al valore della sanità pubblica, a cosa ha significato in questa emergenza. Riflettiamo sulle condizioni di vita che alcuni pensavano essere argomenti del passato, salvo poi scoprire che oggi la povertà, l'emarginazione, la disoccupazione, le diseguaglianze sempre crescenti e sempre più evidenti sono fortemente presenti, e che questa crisi sanitaria sta evidenziando in modo drammatico.

Questa emergenza che stiamo vivendo ci sta  obbligando a guardare in faccia alla cruda  realtà, che un individualismo sfrenato aveva nascosto, come la polvere sotto il tappeto e che non volevamo vedere. Basta con l'indifferenza.

Valori come il ruolo sociale che deve avere la libera impresa, secondo il principio che la libertà non è «liberi tutti», come infatti la lotta Partigiana aveva scritto nella nostra Costituzione, assolutamente non vecchia o superata, che anzi in questa crisi sanitaria mostra tutta la sua potenzialità.

Riprendere questi valori e da questa crisi uscire guardando avanti, per avere la forza morale e politica per dire grazie a chi nella sanità pubblica sta combattendo con noi.

Un grazie particolare a medici, infermieri e personale ospedaliero di Legnano che anche allora, nella dura lotta di Liberazione, svolsero un ruolo importante nella cura dei Partigiani che venivano feriti o che necessitavano di medicamenti.

Festeggiamo questo 25 aprile in un momento in cui il prezzo più alto della crisi sanitaria viene pagato dalla generazione che ci ha dato la Libertà (i nostri anziani). A loro vada un particolare saluto e riconoscimento per tutto quello che hanno fatto durante il periodo della Resistenza e poi per la ricostruzione dell'Italia distrutta dal fascismo. Proprio per la riconoscenza che gli dobbiamo, non meritano ciò che stanno subendo.

Insieme Italia ed Europa ce la faremo. Sia il 25 aprile la lotta contro i nazionalismi e le autarchie ( da alcuni invocate ) che abbiamo già tragicamente visto e sperimentato nel secolo scorso.Italia ed Europa, come ricorda sempre il Presidente Sergio Mattarella, pur con tutte le loro contraddizioni, sono "obbligate» all'unità. Nessuno è autosufficente.

Dopo questa crisi sanitaria nulla sarà come prima, la ripresa non sarà semplice, le ferite economiche e sociali richiederanno un' unità Costituzionale importante per impedire che le gravi difficoltà, economiche e occupazionali,che incontreremo non sfocino in atti antidemocratici e autoritari, magari invocando l'uomo forte.

Non ritorni più l'odio politico come elemento che ha avvelenato la nostra convivenza sociale.

Responsabilità civile, sociale e politica siano la via da seguire, quella che seguirono i nostri padri costituenti dopo la tragedia del fascismo e della guerra.

Oggi in Piazza San Magno e in Piazza IV Novembre deporremo delle corone in omaggio alla lotta di liberazione.  Non ci saranno cortei, ma tutti insieme alle ore 15,00 a Legnano e in tutta Italia dai balconi di casa nostra canteremo Bella Ciao per tenere alti i valori fondativi dell'Italia libera, con una parola d'ordine « Rinascere. Oggi come allora ».

W il 25 Aprile!

Primo Minelli Pres. ANPI Legnano

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 25 Aprile 2020
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