Coronavirus: sabato la decisione sulla eventuale estensione dell’ordinanza

Dalla Regione il messaggio che una proroga delle limitazioni per evitare affollamenti sarà una decisione su basi scientifiche, non politiche

Regione Lombardia proporrà al Governo di estendere l'ordinanza, per contenere la diffusione del Coronavirus, per altri 7 giorni. «Questa proposta si basa su una solida base scientifica – ha affermato l'assessore Giulio Gallera in conferenza stampa –: se chiediamo ai lombardi di fare altri sacrifici è per risolvere la situazione». Il piano elaborato da Regione Lombardia è stato condiviso dai «migliori esperti italiani» ed è voluto anche per evitare il collasso del sistema sanitario. Il piano, tra le diverse misure, prevede che le scuole di ogni grado non dovranno sospendere le lezioni smart learnig, i musei dovranno accogliere piccoli gruppi di visitatori

[pubblicita] In attesa, della decisione, che sarà ufficializzata domani, sabato 29 febbraio, il vice presidente Sala ha commentato: «Le misure prese non saranno di natura politica, ma scientifica». 

In base ai casi accertati la diffusione del virus è ancora circoscritta e l'incidenza è alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale. Ad oggi risultano 4.835 i tamponi con l'11% positivo e il 14% è in fase di processo. Per il momento ci sono 235 persone ricoverate e 58 in terapia intensiva. Salgono a 17 le persone decedute. «Otto giorni fa in Lombardia è stato registrato il primo caso di Coronavirus – ha affermato ancora Gallera -. Domenica 1 marzo scadrà l'ordinanza. La diffusione del virus è ancora circoscritta. Il virus, nel 90% dei pazienti, è facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva in quanto evolvono velocemente le problematiche respiratorie». 

La Lombardia vanta una mappatura precisa del contagio. Il virus ha girato sotto traccia nella zona rossa per un periodo decisamente lungo. «Non è una situazione semplice, l'infezione non è iniziata il 14 febbraio, c'era già ed è scoppiata adesso – Massimo Galli, direttore dell'Istituto di scienze biomediche dell'Ospedale Sacco di Milano – Abbiamo un numero di infezioni decisamente alto. Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti». Come ha ricordato Paolo Grossi, direttore delle Malattie Infettive dell'Ospedale di Circolo di Varese, l'area del varesotto per il momento non è stata ancora colpita «ma ci teniamo pronti e nel contempo ci rendiamo disponibili nell'accogliere nelle nostre strutture sanitarie i pazienti rimasti infetti nelle aree critiche». 

di gea.somazzi@legnanonews.com
Pubblicato il 28 Febbraio 2020
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