Al via il processo per l’omicidio di Romolo Baldo a Saronno. Perizia psichiatrica per la “nuora”
Del delitto è chiamata a rispondere Elena Pagani, compagna del figlio della vittima che conviveva con i due uomini, arrestata in flagranza di reato con successiva confessione
Al via il processo per l’omicidio di Romolo Baldo, l’86enne accoltellato nella sua abitazione a Saronno il 9 giugno dello scorso anno. Del delitto è chiamata a rispondere Elena Pagani, compagna del figlio della vittima che conviveva con i due uomini nella villetta di via Pio XI, arrestata in flagranza di reato con successiva confessione.
La donna, difesa dall’avvocato Angelo Murdolo, sarà sottoposta a perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti: l’incarico verrà conferito il prossimo 5 marzo. A Pagani è già stata riconosciuta la minorata capacità di intendere e di volere dalla perizia disposta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio.
Per Elena Pagani la difesa durante l’udienza di venerdì 13 febbraio ha inoltre reiterato la richiesta di rito abbreviato, già respinta a metà gennaio dal GUP del Tribunale di Busto Arsizio Gianmarco Cantalini. Il suo legale ha infatti chiesto la riqualificazione dei capi di imputazione con esclusione di una delle due aggravanti contestate, ovvero la minorata difesa, sulla base delle ecchimosi rilevate sul braccio della donna della perizia medico-legale di parte: esclusione che, insieme al vizio parziale di mente riconosciuto all’imputata e alle attenuanti generiche, “bilancerebbe” per la difesa l’altra aggravante contestata, ovvero la coabitazione con la vittima, riaprendo di fatto la strada del rito abbreviato.
La richiesta si è scontrata con il “no” del pubblico ministero Roberto Bonfanti e della parte civile, la figlia di Romolo Baldo, che si sono opposti all’esclusione dell’aggravante fino alla valutazione di merito. Proprio in questo senso è andata la decisione della Corte d’Assise di Busto Arsizio presieduta da Rossella Ferrazzi (a latere Daniela Frattini), che non ha ritenuto possibile esprimersi sulla sussitenza della aggravanti contestata in questa fase.










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