Furto al Parallelo di Castellanza: “Fa male, questo spazio confiscato è la rivincita della legalità”
I ladri hanno sottratto denaro, ma anche «attrezzature e strumenti utilizzati indispensabili per il lavoro quotidiano», come ha spiegato lo staff stesso del laboratorio artigianale
Furto al Parallelo di Castellanza, il laboratorio artigianale aperto da Officina Casona nel 2017 in uno dei due immobili confiscati ad un boss del narcotraffico in via Montello e assegnato nel 2011 al Comune di Castellanza. I ladri hanno sottratto denaro, ma anche «attrezzature e strumenti utilizzati indispensabili per il lavoro quotidiano», come ha spiegato lo staff stesso del laboratorio artigianale sui social.
Lo stabile di via Montello era stato sequestrato ad Antonino Zacco nel 2003 su decreto del Tribunale, diventato irrevocabile nel 2007. Zacco, soprannominato “il sommelier”, era un narcotrafficante, arrestato nel 1990 in seguito all’inchiesta “Operazione Duomo Connection”, coordinata dai giudici Ilda Boccassini e Giovanni Falcone e condotta da Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Ultimo. Negli anni il Parallelo spesso non ha avuto vita facile, trovandosi ad affrontare prima il virus dell’intolleranza, poi quello della pandemia; e ora il furto, nuovo inciampo in un percorso che comunque non si ferma.
«È una sensazione terribile – hanno commentato dal Parallelo -. Fa male per il costo concreto: serrature da cambiare, strumenti da ricomprare. Ma fa male anche perché questo spazio confiscato appartiene a tutti, rappresenta la rivincita della legalità ed è dedicato a servire la comunità. Non ci fermiamo. Andiamo avanti, lavorando come sempre, affrontando i costi con impegno e coraggio. A chi ha fatto questo gesto vorremmo dire che di giorno la porta la si trova già aperta, per chiedere aiuto: è il nostro lavoro. Non serve rubare, con violenza e codardia. Ma anche che siamo buoni, non ingenui: aumenteremo ulteriormente la sicurezza, anche se avremmo preferito continuare a investire nella fiducia nell’umanità».
Foto in copertina tratta dal video pubblicato sulla pagina Facebook del Parallelo










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