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I neo-laureati della Liuc tornano a fare festa

Dopo due anni tra divieti e restrizioni si è svolta la cerimonia di laurea degli studenti dell'università castellanzese nella bella cornice del parco dell'ateneo

Si è aperta con le note dell’orchestra Amadeus la cerimonia di Laurea dell’università Liuc di Castellanza che, come di consueto, si è svolta nel bellissimo parco dell’ateneo. Saltata nel 2020 per il covid e realizzata con molti vincoli nel 2021, quest’anno torna a riunire sia i neo-laureati della triennale che quelli della specialistica in un’unica grande festa. Erano oltre 500 gli studenti presenti e un migliaio i parenti e amici che li hanno accompagnati.

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La festa dei laureati 2021-2022 della Liuc 4 di 24

Dopo il concerto sono intervenute le varie cariche istituzionali a partire dal presidente Riccardo Comerio che ha imperniato il suo intervento sull’importanza di poter incidere sul proprio destino: «citando il poeta Rainer Maria Rilke, ricordate che “quello che noi chiamiamo destino esce dagli uomini”: è un’idea che viene dal mondo classico per cui ognuno è artefice del proprio destino – “Homo faber fortunae suae”. E questo è vero in quanto ciò che noi siamo – il nostro carattere, le nostre idee, le nostre scelte – definiscono il nostro presente e il nostro futuro, costruiscono la nostra felicità. Una felicità che è benessere individuale ma anche collettivo, se è vero che il nostro essere e le nostre azioni incidono anche sulla comunità».festa laureati liuc 2022

A proposito di comunità e bene comune Comerio ha detto ai nuovi laureati che «essere “changemaker” significa scegliere il bene comune, sono convinto che il compito vostro e delle nuove generazioni sarà davvero quello di salvaguardare il pianeta. Un compito indicato anche dalla nostra Costituzione che da febbraio di quest’anno afferma nell’articolo 9 che “La Repubblica (…) tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e nell’articolo 41 che “L’iniziativa economica privata (…) non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente” e “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”».

Il rettore Federico Visconti, invece, quest’anno ha preso spunto dal libro che celebra il trentennale dell’università dove, nella postfazione, viene citato un articolo di Beppe Severgnini nel quale il giornalista del Corriere elenca i dieci modi per affossare una carriera, ovvero tutte quelle cose da non fare una volta entrati nel mondo del lavoro: «Non fate i furbi, non siate sciatti, siate umili, siate creativi, ponetevi domande». E poi se la prende con il male dei mali: «La mediocrità è il male da combattere, in particolare in un Paese come l’Italia dove il merito viene spesso sacrificato in nome delle rendite, dove il cambiamento è non di rado immolato all’altare della “pace sociale”, quella virgolettata, di comodo e poco lungimirante. La mediocrità campa di opacità informativa e di opportunismi itineranti, di autoreferenzialità e di impunità. Si tutela con la forma, si nutre di una concezione patologica del potere, inaridisce i contesti organizzativi. Coltiva il verba volant, è allergica al scripta manent. E’ allenata a spedire palle in tribuna più che a mettere a terra azioni di cambiamento».

Poi qualche parola sul motivo per cui si svolge questa cerimonia: «Tante persone, a cominciare dai vostri cari, si sono riunite per festeggiare il completamento dei vostri percorsi di studio. Siate fieri del risultato che avete raggiunto. La laurea realizza un sogno, quello generato dalle vostre scelte universitarie e dalle speranze che tempo addietro vi avete attribuito. Lasciate alle spalle anni di aula, di studio e di esami. Di incontri, di testimonianze, di amicizie tra queste mura e, per molti tra voi, anche fuori».

Dopo i discorsi dei presidi delle varie facoltà è stato il momento, infine, del lancio del tocco e della festa vera e propria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 Luglio 2022
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