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Valentina missionaria ad Haiti: “Aiutateci ad andare a Santo Domingo, qui non siamo sicuri”

La volontaria di Busto Arsizio vorrebbe raggiungere lo stato confinante con i suoi bambini haitiani e da lì continuare ad aiutare gli haitiani. Via alla raccolta fondi

Generica 2020

Una raccolta fondi per aiutare Valentina, missionaria di Busto Arsizio, e la sua famiglia a lasciare Haiti e a proseguire la missione in Repubblica Dominicana portando in salvo i suoi figli e i suoi tre nipoti, rimasti orfani. La crisi politica e sociale che sta attraversando il Paese, di recente colpito da un altro terremoto (qui la sua testimonianza) non permette infatti più di vivere in sicurezza. I rapimenti sono ormai quotidiani e interi quartieri nella capitale sono in mano a bande armate. I rischi sono troppo alti per continuare a operare a Port Au Prince, dove Valentina con il marito Segulnord e un volontario gestisce la casa famiglia “Fwaye Papa Nou” della comunità Papa Giovanni XXIII.

Per questo Valentina vuole prendere in affido i nipoti, figli del cognato morto prematuramente nel 2018, e con tutta la famiglia aprire una nuova missione in Repubblica Domenicana. Per i documenti e il viaggio occorrono 4.ooo dollari e Valentina chiede l’aiuto di chiunque possa dare una mano alla sua famiglia ad affrontare queste spese. La raccolta fondi è stata lanciata tramite la piattaforma Gofoundme.

QUI IL LINK PER CONTRIBUIRE ALLA RACCOLTA FONDI

Di seguito la lettera di Valentina e Segui

Ciao a tutti,

Sono Valentina Cardia, missionaria di Busto Arsizio che opera ad Haiti dal 2010. Sono sposata con Segui e insieme ai nostri figli siamo una famiglia missionaria della comunità Papa Giovanni XXIII che attualmente vive nella capitale haitiana Port-au-Prince.

I nostri 3 figli naturali sono Sonson, Sophie Marie e Sarah, rispettivamente di 9, 3 e 1 anno. Con loro abbiamo deciso di creare una casa famiglia e abbiamo accolto in casa con noi altri tre bambini che sono i nostri nipoti, figli del fratello di Segui morto prematuramente nel 2018. Nel giro di poco tempo anche la loro mamma è morta e quindi i bambini sono rimasti orfani.

Come famiglia missionaria abbiamo scelto di tornare dall’Italia ad Haiti a giugno 2021 per proseguire la nostra missione ed insieme continuare i progetti della Comunità Papa Giovanni XXIII, ma il ritorno ad Haiti è stato più difficile del previsto.

Il Paese in questo momento sta affrontando una grossa crisi politica e sociale che non garantisce un livello di sicurezza minimo per permettere soprattutto ai nostri figli di vivere in serenità. Per queste ragioni abbiamo valutato e considerato l’idea di spostarci nella vicina Repubblica Dominicana aprendo una nuova missione, continuando ad essere così legati alla realtà di Haiti che ci sta molto a cuore.

Questa difficile scelta però comporta un impegno economico piuttosto elevato. Per rendere ufficiale il legame con i nostri nipoti e farli diventare a tutti gli effetti figli in affido dobbiamo affrontare gli enormi costi della burocrazia haitiana. Basti pensare che per un solo estratto di nascita ci sono stati chiesti 250 euro, quando in Italia si fa semplicemente richiesta in comune e l’attestato viene immediatamente stampato.

Ad oggi siamo arrivati ad un buon punto. Abbiamo già ottenuto l’affido familiare di due nipoti e i loro rispettivi passaporti. Con i soldi ancora a nostra disposizione contiamo di pagare un altro passaporto e varie legalizzazioni di alcuni documenti, ma ci mancano ancora un passaporto, un documento del tribunale, il foglio di via per tutti e tre rilasciato dall’Ibers (l’ente che si occupa dei minori) e cosa più importante il visto per la Repubblica Dominicana per tutti e 5 gli haitiani ( compresi mio marito Segui e Sonson): arriviamo ad una spesa di circa 2000 dollari americani. Una volta ottenuto il visto per tutti siamo pronti per partire (prima partiamo, meglio è), ma il viaggio, nonostante la Repubblica Domenicana sia dall’altra parte dell’isola, ha un costo di circa 1500 dollari americani.

Si potrebbe andare in pullman, ma alla frontiera potremmo avere grossi problemi a partire dalla richiesta di soldi per poter passare il confine dato che viaggiamo con minori. Il viaggio ha una durata di 9 ore e lo dovremmo affrontare con due bimbe piccole ed uno dei nostri nipoti che soffre terribilmente il pullman.

La zona che dovremmo attraversare è diventata una grande base dell’ultima banda armata che nel nostro quartiere nell’ultimo mese sta mettendo in atto parecchie violenze e sequestri di persona.

Riteniamo quindi sia più tranquillo e veloce lo spostamento in aereo.

Per tutte queste ragioni chiediamo a tutti voi un aiuto concreto per permettere alla nostra famiglia di poter ricominciare una missione in un Paese più tranquillo dove i nostri figli possono vivere in sicurezza ma che allo stesso tempo ci possa permettere di continuare a far crescere il nostro desiderio di missione.

Grazie a tutte le persone che vorranno aiutarci a proseguire in sicurezza la nostra missione

Vale e Segui

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 09 Settembre 2021
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