Marcia per la legalità con 700 studenti: a Rho ricordati i nomi di 1.117 vittime innocenti di mafia
Alla Marcia per la legalità organizzata dal Comune di Rho per celebrare la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, che ha visto riunite a Torino, sabato 21 marzo, hanno partecipato migliaia di persone
Quasi settecento persone, soprattutto studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado cittadine, hanno preso parte questa mattina alla Marcia per la legalità organizzata dal Comune di Rho per celebrare la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, che ha visto riunite a Torino, sabato 21 marzo, migliaia di persone. “La speranza è un dovere, siamo la speranza che non si arrende”. All’insegna di questo slogan, lanciato da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera contro le mafie, si sono ricordate tutte le vittime innocenti individuate da Libera in un elenco che parte da Giuseppe Montalbano, ucciso a Santa Margherita di Belice (AG) il 3 marzo 1861 e finisce con Antonella Lopez, 19 anni, uccisa a Molfetta il 22 settembre 2024.
Un elenco che comprende nomi che gli adulti conoscono bene e che gli studenti iniziano a conoscere. Nomi che evocano stragi, nomi che riportano a vicende ben più complesse di quelle italiane, come quello delle giornaliste Ilaria Alpi, morta in Somalia nel 1994, e di Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan nel 2001. In molti casi, 8 su 10, ancora non è fatta giustizia. Ed è questo che si chiede ricordando questi nomi: celebrare non la morte delle vittime, ma la loro vita, e chiedere che si arrivi ai colpevoli e che i colpevoli scontino una giusta pena.
L’assessore alla Legalità Nicola Violante ha così esordito: «Oggi ci ritroviamo qui per onorare la memoria di oltre mille vite spezzate dalla violenza mafiosa. Non numeri, ma nomi. Non statistiche, ma storie. Padri, madri, figli, fratelli e sorelle che hanno pagato con la vita il solo fatto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, o di aver scelto di stare dalla parte giusta della storia. Non è solo una ricorrenza. È un momento di memoria viva. È il giorno in cui i nomi delle vittime vengono letti ad alta voce, uno per uno. Perché dietro ogni nome c’è una storia, una famiglia, un sogno interrotto. La memoria non è solo un atto dovuto alle vittime e ai loro familiari. È l’anticorpo più potente contro l’indifferenza, complice silenziosa di ogni sopraffazione. Le mafie – che si chiamino Cosa Nostra, ’Ndrangheta, Camorra o con altri nomi – non sono un problema lontano o confinato in un territorio preciso. Sono un sistema di potere che si nutre di silenzio, paura, indifferenza e complicità. Ricordare non basta. Dobbiamo trasformare il dolore in impegno concreto. La mafia teme più lo studio, il pensiero critico, la partecipazione che la giustizia perché sa che quando i giovani la conoscono la combattono. Ogni volta che vi informate, che fate domande, che scegliete di essere cittadini consapevoli, state già facendo la vostra parte».
I primi nomi sono stati letti in piazza San Vittore dal sindaco Andrea Orlandi, dal vicesindaco Maria Rita Vergani, dagli assessori Nicola Violante e Paolo Bianchi, da Pietro Basile di Libera, dall’onorevole Vinicio Peluffo, dai consiglieri regionali Carlo Borghetti e Michela Palestra, dalla presidente della Commissione regionale legalità e antimafia Paola Pollini, dalla presidente della Commissione consigliare rhodense Legalità e Antimafia Clelia La Palomenta, dall’assessore Paola Ferrario di Lainate, dal consigliere delegato alla legalità Cristian Taddeo per Pregnana Milanese, dal Vicesindaco di Solaro Alessandro Ranieri, da esponenti delle forze dell’ordine cittadine e della Polizia Locale, dal prevosto della città monsignor Norberto Donghi.
Quindi sono stati i ragazzi a leggere i nomi delle vittime innocenti di mafia lungo il tragitto. Il corteo ha fatto tappa al Giardino Lea Garofalo, per ricordare la donna che si oppose alle logiche della ‘ndrangheta divenendo testimone di giustizia e pagando con la vita il 24 novembre 2009. Quindi al Giardino dei Giusti dove sono stati letti tutti i nomi abbinati alle piante presenti, in via Redipuglia, da Hans e Sophie Scholl a Gino Strada e Teresa Sarti, da Luca Attanasio a Vito Fiorino.
Al Parco della Legalità di via San Bernardo le performance delle scuole superiori, coordinate dai docenti delle diverse classi e da Clelia La Palomenta. Pietro Basile, rappresentante di Libera Milano, ha così salutato i ragazzi: «Vi voglio ricordare una intercettazione in cui un mafioso diceva ad un altro “E’ possibile che io debba avere paura della maestra di mio figlio?”. E’ proprio così. Le scuole hanno quella capacità, quella proiezione nel futuro che impaurisce le mafie. Voi siete la forza di contrasto sulla quale ci appoggiamo. Grazie per avere ricordato le 1.117 vittime delle mafie che ogni anno crescono di numero, in seguito alle ricerche che Libera fa su storie trascurate e che devono essere ricordate, perché a ogni vittima venga restituita la dignità di un nome, di una biografia che racconti quanto vicine sono alle nostre le vite che la mafia ci ha sottratto. Le mafie hanno radici profonde anche qui al nord da decenni, sperimentano cose nuove qui come non fanno altrove. Allora agli insegnanti che così tanta paura fanno alle mafie e a tutti voi auguro il futuro che saprete consegnarci. Se i passi saranno quelli che abbiamo condiviso oggi, avremo la speranza dalla nostra parte».
Nella cerimonia introdotta e presentata da Angela Grassi, la parola è passata agli studenti.
L’ISTITUTO PROFESSIONALE CLERICI ha coinvolto quattro classi: prima e terza Grafica, terza e quarta Termoidraulica, per ricordare l’educatore Umberto Mormile, il medico Attilio Manca, il sindacalista Giuseppe Valariotti.
Il LICEO REBORA era presente con la 3D LES per narrare le storie di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Eddy Walter Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Fabio Li Muli, Claudio Traina.
L’ISTITUTO TECNICO MATTEI ha coinvolto le classi 3A e 3C rim, 3A tur che hanno dedicato una lettera al magistrato Pietro Scaglione ucciso da Cosa Nostra, una delle figure cui si vuole dedicare un albero nel Parco della Legalità.
Per il LICEO MAJORANA tante le figure ricordate: Nicola Campolongo, Graziella Campagna, Antonella Lopez, Riccardo Cristaldi, Giovanni La Greca e Giuseppe Letizia.
L’Istituto PUECHER–OLIVETTI, con la terza G dell’Olivetti ha letto una lettera dedicata all’imprenditore Antonio Musolino, vittima della ‘Ndrangheta.
Paola Pollini, a nome della Commissione regionale antimafia ha così salutato ragazzi e ragazze: «Potete costruire il vostro futuro scegliendo ogni giorno di non scendere a compromessi, per tracciare la linea che vi porterà a un domani migliore». Il sindaco di Rho Andrea Orlandi ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso di realizzare questa mattinata: «Abbiamo camminato per la città. Calpesta le strade chi non vuole bene allo Stato, alle Istituzioni, alla giustizia. Noi oggi abbiamo camminato per le vie, accarezzato il suolo della nostra città portando rispetto verso tutte le vittime di mafia e tutti coloro che lavorano per il bene comune. Le vittime ricordate sono state schiacciate da chi calpesta, non da chi cammina. Vi auguro di accarezzare il suolo del nostro Paese, nella vostra vita, per renderlo migliore, portando con voi i valori della nostra Costituzione. Voi che siete giovani potete fare molto. Potete dire dei no, rifiutare l’indifferenza. E cambiare il mondo. Perché, come ha detto don Luigi Ciotti, la speranza è un dovere e noi, qui, siamo la speranza che non si arrende».










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