A Rho una serata contro il bullismo dedicata al libro “Bulldown. Storia di Giada”
A Villa Burba la presentazione del libro "Bulldown. Storia di Giada" sulla vita di Giada Canino, 20enne con la sindrome di Down diventata campionessa di danza sportiva
Domenica 1 febbraio Villa Burba ha accolto la presentazione del libro “Bulldown. Storia di Giada” di Claudia Conidi Ridola, sulla vita di Giada Canino, una ventenne con la sindrome di Down divenuta campionessa di danza sportiva. Giada è stata bullizzata sui social, quando postava video e foto delle sue esibizioni. Pesanti gli insulti, tra cui “handicappata” o “mongoloide”: comportamenti inaccettabili in una società civile, eppure ripetuti nel tempo e mai cessati. Giada e la sua famiglia hanno scelto di denunciare e vanno avanti per la loro strada. Lei, tenace, risponde: «Io sono Giada e non mi arrendo, continuo a ballare».
La presentazione, voluta in occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo che cade il 7 febbraio, è stata anticipata dall’intervento di Barbara Mantegazza, di cooperativa Intrecci, responsabile degli sportelli di ascolto del progetto Time Out, inseriti nel piano di diritto allo studio del Comune di Rho. «Si tratta di uno spazio aperto a chi frequenta i 23 plessi scolastici di Rho, ci lavora una équipe di pedagogiste e psicologhe. Vogliamo offrire una pausa per prendersi cura di sé stessi e ripartire più consapevoli e sereni. Siamo aperti anche a genitori e insegnanti, ci trovate scrivendo ad adolescenti@coopintrecci.it. Il servizio è gratuito e finanziato dal Comune di Rho. Spesso ci occupiamo di bullismo. In Italia i ragazzi dagli 11 ai 19 anni dicono nel 68,5% dei casi di avere subito almeno un comportamento offensivo o violento. Il 21% parla di bullismo, ovvero di comportamenti intenzionali e reiterati, offensivi e capaci di distruggere».
Alla presenza dei consiglieri comunali Christian Colombo e Clelia La Palomenta, l’assessore alla Scuola e ai Giovani Paolo Bianchi ha ringraziato i promotori dell’evento portando i saluti del sindaco Andrea Orlandi e dell’assessora allo Sport Alessandra Borghetti: «Il bullismo può uccidere ma quel che ci portiamo a casa oggi è l’amore dei genitori per la loro figlia, la forza di Giada, elementi che permettono di reagire, di non accettare gli insulti. Avere sportelli di ascolto è il primo passo per accompagnare nelle difficoltà, da quando si parla di semplici prese in giro a problemi più gravi».
Gli attori di E-Motivo Teatro, Nico, Alessandro e Roberta, hanno letto brani tratti dal libro, in cui è Giada stessa a raccontare la propria vita fin da quando era nella pancia della mamma. «Quando sentii i medici parlare di Trisomia 21, mamma scoppiò a piangere. Dissero che era meglio farmi implodere lì, ma ero io e così dovevo essere, come Dio mi aveva voluto. E poi avevo voglia di nuotare nel mare della vita. Quando sono nata, mamma sapeva di amore, papà ripeteva “vedrai che sarà tutto bellissimo”. Per me era meraviglioso», recita il testo.
Papà Elio, intervistato da Manuela Miceli e affiancato dalla moglie Lella (Teresa Luigia), ha raccontato le loro fatiche di fronte all’esito dell’amniocentesi. Non hanno avuto dubbi: Giada doveva nascere. Non sono mancate operazioni agli occhi e al cuore e mille fatiche. I problemi sono iniziati con l’inserimento scolastico. Le prime battute dei bambini, le prime ferite. «Quando aveva 12 anni sono iniziate le brutte parole – ha ricordato Elio Canino -. Da allora vigilo sul cellulare e sulle richieste di amicizia. Il male distrugge internamente. Ma noi abbiamo denunciato. Eppure, quando Le Iene hanno contattato i genitori di chi aveva insultato Giada, nessuno ha pensato di scusarsi con noi. Il peggio è arrivato nel 2023 e ancora oggi ne subiamo le conseguenze».
A scuola, però, è nata anche la passione per il ballo. E sono arrivate le prime esibizioni, ricche di applausi. «La mia Trisomia 21 mi rende unica – recita il testo -. Loro mi volevano triste, io sorridevo. La danza è la mia voce, qualcuno ha provato a fermarla. Mi scriveva scimmia, mongoloide, handicappata. Mi sentivo fragile e sbagliata, i miei genitori mi hanno insegnato che chiedere aiuto è un atto di coraggio, però il bullismo ti resta addosso e ancora oggi ricevo parole brutte. Ma io sono Giada e non mi arrendo».
Giada ha vinto 117 medaglie e ha dato prova in sala delle sue abilità. È diventata testimonial di Regione Lombardia contro il bullismo. Papà Elio esorta le eventuali vittime a denunciare («Il risarcimento lo abbiamo dato in beneficenza»), perché gli insulti non arrivano solo da minori ma anche da adulti.
Accanto alla famiglia Canino, anche Valentina e la madre Mena, che saranno ospiti l’8 marzo di un evento a Bollate. Valentina è presidente di “Non solo moda”, contro ogni violenza. È stata vittima di bullismo e cyberbullismo da quando, in seconda superiore, un compagno ha iniziato a insultarla e a farla isolare nella classe. «Mi prendevano a pallonate durante le ore di ginnastica, postavano mie foto con commenti sul mio aspetto. Le parole hanno un peso. Ma non bisogna lasciare che i giudizi ci definiscano, bisogna spezzare il muro di silenzio», dice. E-Motivo Teatro racconterà anche la storia di Valentina, la compagnia tratta di bullismo, violenza, mafia. Lo spettacolo “Le ali dell’arcobaleno” è dedicato a chi ha la Sindrome di Down.










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