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Il Ministero dell’Istruzione: “Tutte le cattedre coperte”. La Flc Cgil: “A Varese restano posti vacanti e precari esclusi”

Michele Maglione segnala docenti storici non riconfermati e graduatorie di istituto ancora da aggiornare. Il 14 settembre non tutti gli insegnanti potrebbero essere in classe. Pesano anche i tagli alle ore di potenziamento

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito annuncia un avvio dell’anno scolastico 2026/2027 con tutti i docenti in servizio, ma dalla provincia di Varese la Flc Cgil restituisce un quadro più complesso: rimangono cattedre scoperte, mentre diversi precari storici non hanno ottenuto la riconferma.

Secondo i dati ministeriali, entro il 31 agosto sono state effettuate 37.430 immissioni in ruolo di docenti su posto comune, sostegno e Religione cattolica, contro le 29.685 dello scorso anno. Al risultato hanno contribuito anche le assunzioni attraverso i nuovi elenchi regionali. I posti rimasti senza titolare riguarderebbero insegnamenti per i quali le graduatorie risultano esaurite.

Il Ministero afferma inoltre di aver coperto quasi tutte le supplenze, circa 118 mila posti, e di aver confermato, su richiesta delle famiglie, 55.814 supplenti di sostegno: quasi 10 mila in più rispetto all’anno scolastico precedente. A queste operazioni si aggiungono l’assunzione di 342 dirigenti scolastici e le procedure, ancora in fase di conclusione, per 12.284 unità di personale Ata.

«Il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra» ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara, sottolineando che le operazioni sono state completate prima dell’inizio delle lezioni per garantire continuità didattica e regolare funzionamento degli istituti.

Anche l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia ha annunciato la conclusione delle principali procedure propedeutiche all’avvio dell’anno. «Abbiamo messo in campo un lavoro intenso e coordinato, per assicurare alle scuole la massima possibile copertura dei posti e consentire un avvio ordinato delle lezioni», ha spiegato la direttrice generale Luciana Volta. L’Usr continuerà comunque a monitorare la situazione nelle prossime settimane, intervenendo dove necessario.

«A Varese il quadro non è ancora completo»

La situazione sul territorio, tuttavia, presenta ancora diverse criticità. A segnalarle è Michele Maglione della Flc Cgil di Varese, secondo il quale le prime operazioni di nomina non hanno coperto tutti i posti disponibili.

«Tra il 30 e il 31 agosto è stato pubblicato il bollettino zero, seguito dal primo bollettino, ma alcuni docenti sono rimasti esclusi dalle nomine – spiega Maglione –. Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni, in particolare sul sostegno, da parte di precari che lavorano da anni nelle scuole e che questa volta non sono stati riconfermati. Ci auguriamo che con i prossimi bollettini alcuni di loro possano essere recuperati».

Le cause sarebbero diverse. Tra queste, le modifiche apportate al sistema informatico utilizzato per le nomine, l’accorpamento di alcuni spezzoni orari e l’aggiornamento delle graduatorie, che ha aumentato il numero di aspiranti provenienti da altre province e regioni. Molte cattedre inoltre vengono assegnate al 30 giugno lasciando esclusi quanti, nella compilazione della domanda,  avevano indicato il 31 agosto.

Quella dei primi giorni di settembre, ricorda il sindacato, non è comunque una fotografia definitiva. Negli anni passati, per completare le assegnazioni, si è arrivati anche all’emissione di tredici bollettini anche se è con i primissimi che si costruiscono gli organici. Rimangon o le difficoltà relative al reperimento dei docenti di alcune materie, le cui graduatorie sono esaurite e per le quali si ricorre agli interpelli.

Graduatorie di istituto da aggiornare

Un altro passaggio decisivo riguarda i posti che non vengono assegnati attraverso le procedure dell’Ufficio scolastico. Queste disponibilità devono essere restituite ai singoli istituti, che possono quindi procedere direttamente alle convocazioni utilizzando le proprie graduatorie.

Dal primo settembre l’Ufficio scolastico territoriale di Varese avrebbe dovuto trasmettere alle scuole le nuove graduatorie, consentendo a ogni istituto di aggiornare le graduatorie interne e avviare le nomine di propria competenza. Secondo la Flc Cgil, però, diverse scuole non dispongono ancora degli elenchi aggiornati e non possono quindi procedere.

«Se i tempi dovessero dilatarsi – avverte Maglione – il rischio concreto è che il 14 settembre, all’inizio delle lezioni, non tutti i docenti siano presenti in classe».

Meno cattedre nonostante la tenuta delle classi

Il sindacato richiama infine l’attenzione sulla riduzione dell’organico. Il numero delle classi è rimasto sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno e, nelle scuole superiori, si registra anche un lieve incremento degli studenti e la crescita, seppure di poco, del numero medio di alunni per classe.

Nonostante questa tenuta, alcune cattedre sono state ridotte. A incidere è stato soprattutto il taglio dei posti di potenziamento, introdotti con la riforma della “Buona scuola” per ampliare l’offerta formativa e sostenere le attività degli istituti. La riduzione di queste ore è stata utilizzata per contenere l’impatto complessivo dei tagli all’organico. Ulteriori difficoltà, in particolare negli istituti superiori, sarebbero legate al primo anno di applicazione della riforma degli istituti tecnici.

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Pubblicato il 03 Settembre 2026
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