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Omicidio Borelli a Milano, i carabinieri fermano un 39enne: decisivi Dna e impronta palmare

La Procura ha ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga, evidenziando che l'uomo non dispone di una stabile occupazione, di legami familiari né di una dimora sul territorio nazionale

Carabinieri Legnano 2024

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia di Corsico hanno eseguito nella mattinata di oggi, martedì 28 luglio, un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Milano, nei confronti di un cittadino egiziano di 39 anni, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia. L’uomo è gravemente indiziato dell’omicidio aggravato di Alessio Borelli, trovato morto l’11 luglio scorso nel suo appartamento di Corsico. Il 39enne è stato rintracciato e bloccato nella zona di Lampugnano, a Milano, dai militari che lo stavano cercando dalla serata precedente, subito dopo l’emissione del provvedimento da parte dell’autorità giudiziaria.

Le indagini erano scattate dopo il ritrovamento del corpo della vittima. Ad allertare i soccorsi erano stati alcuni vicini di casa, insospettiti dal forte odore proveniente dall’appartamento. Una volta entrati nell’abitazione, Vigili del Fuoco e carabinieri avevano trovato Borelli in avanzato stato di decomposizione, riverso a terra in una pozza di sangue e con profonde ferite da arma da taglio al collo e al torace. Gli investigatori hanno ricostruito che il delitto sarebbe stato commesso la mattina dell’8 luglio 2026. In quelle ore alcuni residenti avevano riferito di aver udito urla e richieste di aiuto provenire dall’abitazione della vittima.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il fermato e Borelli avevano intrattenuto una relazione affettiva iniziata circa un mese prima. Negli ultimi giorni, però, sarebbero sorti contrasti che avrebbero portato all’ultimo incontro nell’appartamento della vittima, culminato nella presunta aggressione mortale. A rafforzare il quadro indiziario raccolto dai carabinieri sono stati gli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche di Milano e dal RIS di Parma. Il profilo genetico dell’indagato è stato isolato sui due coltelli sequestrati sulla scena del delitto e su tracce di sangue rinvenute nel bagno. Inoltre, un’impronta palmare insanguinata rilevata su una porta a vetro dell’abitazione è risultata attribuibile, secondo gli investigatori, al 39enne. La Procura ha ritenuto sussistente un concreto pericolo di fuga, evidenziando che l’uomo non dispone di una stabile occupazione, di legami familiari né di una dimora sul territorio nazionale. Gli investigatori hanno inoltre accertato che, negli ultimi giorni, avrebbe modificato le proprie abitudini, cambiando alloggio e utenze telefoniche nel tentativo di sottrarsi alle ricerche. Al termine delle formalità, il 39enne è stato trasferito nel carcere di Milano San Vittore, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si ricorda che il fermato è da ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Pubblicato il 28 Luglio 2026
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