Cartella clinica, per i sindacati la prima copia deve essere gratuita: segnalazioni anche da Legnano
SPI CGIL Lombardia e Federconsumatori raccolgono i casi e chiedono il rispetto della normativa sulla cartella clinica gratuita
La richiesta della cartella clinica gratuita torna al centro dell’attenzione dopo le prime segnalazioni raccolte in Lombardia da SPI CGIL e Federconsumatori. Tra queste anche quella di un pensionato di Legnano, che si è visto chiedere un pagamento per ottenere i propri documenti sanitari, nonostante la normativa preveda il rilascio gratuito della prima copia. «Un pensionato di Legnano ha scritto all’ospedale dove aveva effettuato alcune visite per ottenere la propria cartella clinica – spiegano i sindacati -. La struttura ha risposto chiedendo la documentazione necessaria e il pagamento di 30 euro. Un caso analogo riguarda una donna ricoverata in ortopedia e poi seguita in riabilitazione, alla quale sono stati richiesti complessivamente 64 euro per avere copia dei documenti. Una verifica sui siti dei principali presidi ospedalieri lombardi mostra come il pagamento sia spesso indicato: tra i 20 e i 30 euro per il ritiro allo sportello, con costi più elevati in caso di spedizione».
Secondo quanto evidenziato da SPI CGIL Lombardia, però, la legge stabilisce che la prima copia della cartella clinica deve essere gratuita. A confermarlo è anche una sentenza della Corte di Giustizia Europea del luglio 2023, richiamata dal Difensore Regionale in risposta a un parere richiesto dal pensionato. «Abbiamo segnalato la presenza di anomalie a Regione Lombardia, ma ad oggi il problema continua a persistere – ha spiegato Federica Trapletti della segreteria SPI CGIL Lombardia -. È inaccettabile che vengano chieste somme di denaro per ottenere documeti che dovrebbero essere gratuiti. Nonostante una precisa nota di Regione, diverse strutture ospedaliere continuano a non rispettare una norma».
Nella risposta formale del Difensore Regionale si legge che «il paziente che ne faccia richiesta ha diritto a ottenere una prima copia della cartella clinica gratuitamente». e che la Direzione Generale Welfare fornirà indicazioni agli enti del servizio sanitario regionale per il rispetto della normativa. I casi sono stati segnalati anche a Federconsumatori, che ha avviato la raccolta delle richieste e predisposto moduli per eventuali ricorsi. I cittadini che si vedono richiedere un pagamento per la prima copia della cartella clinica possono quindi rivolgersi alle associazioni per ottenere assistenza. «Le persone sono rassegnate all’idea che per tutto quello che riguarda la salute, ormai si debba pagare o rinunciare alle cure – conclude Trapletti -. E noi non possiamo permetterlo».










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