Rapine di orologi di lusso a Milano, arrestati due uomini: colpo da 100mila euro in centro
I carabinieri hanno arrestato due cittadini algerini di 28 e 32 anni, entrambi irregolari sul territorio nazionale, ritenuti gravemente indiziati di una rapina aggravata ai danni di un turista
I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, lo scorso 10 marzo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini algerini di 28 e 32 anni, entrambi irregolari sul territorio nazionale, ritenuti gravemente indiziati di una rapina aggravata ai danni di un turista. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano su richiesta della Procura, al termine di un’indagine condotta dal Nucleo Investigativo, avviata dopo un episodio avvenuto nel pomeriggio del 31 agosto scorso in via Gerolamo Morone, nel cuore della città.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due indagati – insieme a un terzo complice ancora in fase di identificazione – avrebbero agito con violenza per impossessarsi di un orologio di lusso del valore di circa 100mila euro, sottratto a un turista spagnolo di 46 anni. Le indagini, sviluppate attraverso un’accurata analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e un articolato lavoro di intelligence e analisi di fonti aperte, hanno permesso di identificare i presunti responsabili e ricostruire l’intera dinamica del colpo.
Al momento dell’esecuzione dell’ordinanza, uno dei due uomini si trovava già detenuto nel carcere di San Vittore per un reato analogo, mentre l’altro era trattenuto al Centro di permanenza per il rimpatrio di Caltanissetta, dove erano in corso ulteriori accertamenti sulla sua identità. L’operazione si inserisce nel più ampio piano di prevenzione e repressione dei reati predatori, in particolare quelli legati ai beni di lusso, che negli ultimi tempi hanno interessato diverse aree del centro milanese. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.










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