“Settore sotto scacco”: gli agricoltori di Coldiretti protestano a Milano
L'eccesso di burocrazia e i timori per l'aumento del prezzo di carburanti e fertilizzanti dovuto alla guerra tra gli argomenti di manifestanti che hanno parcheggiato alcuni trattori sotto la sede del consiglio regionale
Numerosi agricoltori provenienti da tutta la Lombardia e legati a Coldiretti si sono dati appuntamento a Milano per lanciare un SOS per l’agricoltura della nostra regione “messa sotto scacco” – questa l’immagine utilizzata per la protesta – da una serie di problematiche irrisolte e da altre minacce, l’ultima delle quali è rappresentata dalla guerra in Medio Oriente e del relativo aumento dei prezzi del carburante.
Tra i manifestati giunti sotto al Pirellone, in piazzale Duca d’Aosta, alcuni sono muniti di campanacci a simboleggiare le difficoltà degli allevamenti, specialmente quelli nelle aree montane; altri portano in mano scatoloni pieni di carte a raffigurare l’eccesso di burocrazia e la giungla dei controlli che li costringono a stare lontano da stalle e campi. Diversi trattori, inoltre, sono stati parcheggiati di fronte alla sede del consiglio regionale a sottolineare appunto i timori legati all’aumento dei costi di carburanti e fertilizzanti a causa dello scenario bellico.
Gli agricoltori hanno esposto cartelli con diverse scritte come “Senza agricoltura niente cibo”, “Libero mercato a parità di regole”, “Meno burocrazia, più agricoltura”, “Stop speculazioni nella filiera carne”, “Agricoltura sotto scacco”, “Stop fotovoltaico selvaggio a terra”, “Assediati da nutrie e cinghiali”, “Difendiamo i nostri pascoli!”, “Senza stalle non c’è latte”, “Prezzi giusti per il riso italiano”, “PSA, indennizzi subito!”, “La terra si coltiva, non si compila!”, “Selvatici a spasso agricoltura al collasso”, “Coltivato all’estero battezzato in Italia? No grazie”.
In piazza è stata allestita una maxi scacchiera per rappresentare la situazione in cui si trovano le aziende agricole. L’agricoltura lombarda, raffigurata dalla pedina del re bianco, è accerchiata da numerose pedine nere, simbolo delle minacce che mettono sotto scacco la sua sopravvivenza: dalla concorrenza sleale ai prezzi sottocosto, dagli eventi climatici estremi alla fauna selvatica fuori controllo, dai risarcimenti lumaca al consumo di suolo fino all’incubo di un nuovo shock energetico.
Spazio anche agli squilibri lungo la filiera agroalimentare con un’esposizione che mostra l’aumento dei prezzi che i prodotti subiscono nel viaggio dal campo alla tavola, con gli agricoltori e i consumatori che risultano essere gli attori più penalizzati.










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