Olimpiadi, scatta il piano sanitario: una “Cabina di Regia” per gestire i Giochi
Approvata la struttura di coordinamento permanente voluta dall'assessore Bertolaso. Sarà operativa dal 30 gennaio per monitorare ospedali, flussi di turisti e assistenza agli atleti
A meno di due settimane dalla cerimonia di apertura, la sanità lombarda schiera la sua “formazione” d’attacco per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, la Giunta regionale ha dato il via libera ufficiale alla Cabina di Regia sanitaria, un organismo centrale che avrà il compito di governare ogni aspetto dell’assistenza medica durante l’evento.
Un coordinamento h24 contro le criticità
La Cabina di Regia diventerà formalmente operativa venerdì 30 gennaio, appena sette giorni prima dell’inizio delle competizioni (fissato per il 6 febbraio). L’obiettivo è chiaro: gestire l’enorme affluenza di atleti, delegazioni e turisti senza che questo vada a discapito delle cure ordinarie per i cittadini lombardi.
«La Cabina di Regia ci consentirà di avere un coordinamento costante e immediato tra tutti i soggetti coinvolti», ha spiegato Bertolaso. «Siamo pronti a gestire ogni eventuale criticità, valorizzando l’eccellenza del nostro sistema e garantendo sicurezza, efficienza e qualità delle cure».
Chi sono i protagonisti della sicurezza
La struttura non sarà solo politica, ma tecnica e operativa. Ne faranno parte: il Direttore Generale del Welfare di Regione Lombardia (in veste di coordinatore); i direttori delle ATS (Agenzie di Tutela della Salute); i direttori delle ASST individuate come “Ospedali Olimpici”, ovvero i presidi scelti per l’altissima specializzazione nel trattare traumi sportivi e urgenze legate alle delegazioni.
Ordini vincolanti e rapidità d’azione
Le decisioni prese dalla Cabina di Regia non saranno semplici suggerimenti, ma indicazioni operative vincolanti per tutti gli enti del Servizio Sanitario Regionale. Questo permetterà una rapidità decisionale fondamentale in caso di emergenze epidemiche, incidenti di massa o picchi di affluenza nei pronto soccorso delle zone olimpiche e delle città principali, Milano in testa.
Il provvedimento, che punta a trasformare la Lombardia in una “bolla sicura” per atleti e visitatori da tutto il mondo, è stato approvato senza oneri aggiuntivi per l’amministrazione regionale, ottimizzando le risorse già esistenti nel sistema.










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