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Fontana: “No a restrizioni per gli oltre 8 milioni di lombardi che si sono vaccinati”

Il presidente lombardo con queste dichiarazioni si inserisce in un dibattito cominciato sulla scorta dei provvedimenti presi in altri paesi, come l'Austria, sul quale sono interventi altri presidenti di Regione

attilio fontana

“Non possiamo pensare a restrizioni per questi cittadini che hanno dimostrato fiducia, consapevolezza e senso del bene comune”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana in un post in cui sottolinea come non debba andare “disperso lo straordinario risultato raggiunto e valorizzato l’atteggiamento degli oltre 8 milioni di Lombardi che hanno con convinzione e senso di responsabilità aderito alla vaccinazione”.

Il presidente lombardo con queste dichiarazioni si inserisce in un dibattito cominciato sulla scorta dei provvedimenti presi in altri paesi, come l’Austria, ma che al momento non è in discussione in Italia. Se ne parla perché la risalita dei contagi in diverse zone del paese ha spinto alcuni governatori di regioni a chiedere al Governo interventi mirati. Sono stati ad esempio il governatore della Liguria Giovanni Toti e quello del Friuli -Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che hanno parlato di chiedere al governo una qualche forma di restrizioni per chi ha scelto deliberatamente di non vaccinarsi.

“In Lombardia, come tutti sanno – aggiunge la dichiarazione di Fontana -, la campagna vaccinale ha ottenuto eccellenti risultati, trainando – con un sesto della popolazione – anche il dato nazionale. Certo non dobbiamo fermarci, dobbiamo insistere e convincere i cittadini a completare il ciclo vaccinale con la terza dose”.

Il timore in questo momento è che in molte regioni si possa arrivare a sforare quei parametri che regolano l’applicazione di misure contenitive del virus, quali ad esempio la zona gialla. Si tratterebbe della più “blanda” tra le misure che abbiamo imparato a conoscere durante lo scorso inverno ma che introdurrebbe alcuni obblighi in grado di complicare lo svolgimento di molte attività, come ad esempio quello della limitazione dei posti a sedere per tavolo nei locali pubblici.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 Novembre 2021
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