Fare Centro con Radice scende in campo: “Un patto di fiducia tra politica e imprese”
Fare Centro con Radice inizia a fare sentire la sua voce in questo inizio di campagna elettorale ponendosi come lista civica dalla parte delle imprese
Fare Centro con Radice inizia a fare sentire la sua voce in questo inizio di campagna elettorale ponendosi come lista civica dalla parte delle imprese. «Il nostro obiettivo – dichiara la lista in una nota inviata alla stampa – è quello di consolidare la concretezza nell’azione amministrativa locale da contrapporre alla propaganda gridata da alcuni partiti politici». «Come lista civica – dichiara Paola Barbazza, promotrice della lista – siamo consapevoli di non poter incidere sulle dinamiche europee o nazionali, ma abbiamo il dovere morale e politico di impedire che quegli stessi errori vengano commessi a livello locale, danneggiando il nostro tessuto economico».
In un contesto internazionale dominato dall’incertezza, secondo Fare Centro con Radice «la politica ha un unico dovere: garantire stabilità e coerenza». «Se alla crisi globale aggiungiamo l’imprevedibilità delle norme, condanniamo il nostro territorio al declino – è il pensiero espresso da Barbazza – Fare Centro con Radice nasce proprio per rafforzare quel rapporto di fiducia tra istituzioni e imprese che oggi, a causa di logiche ideologiche, rischia di incrinarsi anche a Legnano».
Con questa dichiarazione Paola Barbazza, lancia la sfida per le prossime elezioni comunali, ponendo al centro «la necessità di un’azione amministrativa pragmatica che faccia da scudo alle imprese del territorio contro le derive ideologiche».
Secondo la lista, la tenuta economica dell’Alto Milanese dipende da una filiera di fiducia che deve essere difesa con i fatti. «Siamo i primi a riconoscere le criticità di un Green Deal europeo spesso punitivo, che come indicato dal Report Draghi va corretto con investimenti e pragmatismo, non con la burocrazia — spiega Paola Barbazza —. Tuttavia, è inaccettabile che chi a Legnano si professa paladino del lavoro, poi a Bruxelles voti contro accordi come il Mercosur. Chiudere i canali commerciali verso mercati alternativi significa togliere ossigeno alle nostre imprese, soprattutto della meccanica. Non possiamo permettere che l’isolazionismo elettorale di alcuni partiti diventi un freno per le nostre eccellenze locali».
L’analisi della lista civica si sposta poi sulla gestione dell’immigrazione e del lavoro: «Mentre il nostro sistema produttivo soffre per una carenza cronica di personale e la burocrazia centrale blocca i flussi regolari, sentiamo agitare termini inquietanti come ‘remigration’. È una parola usata per mascherare vecchie ideologie xenofobe che nulla hanno a che fare con i bisogni delle nostre imprese e con i valori della nostra società. Ostacolare la forza lavoro integrata invece di gestire seriamente gli ingressi è un atto di sabotaggio verso l’economia legnanese. A livello locale, il Comune deve continuare a essere l’alleato di chi produce, garantendo risposte certe e tempi rapidi e favorendo un dialogo efficiente con tutti gli altri enti locali coinvolti».









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