“Greco e latino non sono lingue morte”: al Galilei la Notte del Classico rimette l’umanità al centro
Venerdì 27 marzo il liceo Galilei di Legnano ha partecipato alla Notte Nazionale del Liceo Classico. Tema della dodicesima edizione: “Homo sum…”, un invito a interrogarsi sull’umanità nel mondo contemporaneo
Una notte per riscoprire cosa significa essere umani oggi, partendo dai classici. Venerdì 27 marzo il liceo Galilei di Legnano ha partecipato alla Notte Nazionale del Liceo Classico, in contemporanea con centinaia di scuole in tutta Italia e anche in alcuni Paesi europei. Tema della dodicesima edizione: “Homo sum…”, un invito a interrogarsi sull’umanità nel mondo contemporaneo.
Galleria fotografica
Protagonisti assoluti gli studenti, che hanno dato vita a letture sceniche, spettacoli teatrali, musica e riflessioni, attualizzando testi antichi e dimostrando quanto il patrimonio classico sia ancora capace di parlare al presente.
Ad aprire la serata il dirigente scolastico Giuseppe Scafuro, che nel suo intervento ha richiamato un passo dell’Eneide di Virgilio, soffermandosi sull’episodio del duello in cui Enea uccide il giovane Lauso: «Che messaggio di umanità ci sta dando Virgilio in tempi di guerra? Vedere in colui che tu uccidi il volto di tuo figlio. Altro che lingua e cultura morta: è attualissimo. Il nostro nemico è nostro fratello». Un richiamo forte, intrecciato anche alla figura di Mezènzio, simbolo di come «male e bene si intrecciano» e di come anche nel più crudele possa emergere un elemento di redenzione: «Questo per me è umanesimo».

Una riflessione che ha fatto da filo conduttore a tutta la serata, in cui gli studenti hanno reinterpretato autori come i tragici greci, Cicerone, Tacito e Seneca. «Si dice che il greco e il latino siano lingue morte – ha spiegato il preside – ma in realtà i classici hanno tanto da dirci e hanno tanto da dire all’uomo contemporaneo».
La scelta del liceo classico, racconta Vittoria, studentessa che abbiamo intervistato a margine dell’evento, nasce «dalla curiosità verso la storia e l’evoluzione del pensiero umano» e per lei si è rivelata decisiva: «Ha formato completamente la mia persona. Ho capito che l’uomo ha sempre avuto domande ancora attualissime e ho potuto trovare delle risposte. Questa notte rappresenta un evento importantissimo perché dà rilievo a un indirizzo che, sebbene a volte considerato finito, dimostra invece di essere vivo».

Il programma della serata, avviato alle 18 con la proiezione del video nazionale, ha visto susseguirsi in aula magna performance come “Alle origini dell’humanitas”, “L’uomo. L’ambiguo portento”, “L’uomo prometeico, tra potenza e limite” e “Pro Roscio Amerino extra moenia”. Non sono mancati momenti musicali al pianoforte nell’atrio e la mostra fotografica “Humanitas”.
Dalle 21 la seconda parte, con altri spettacoli e riflessioni: “Homo, sacra res homini”, “L’humanitas secondo noi”, “Homo sum, homo giùm”, fino alle “Baccanti” di Euripide e al “Terzo Inno Orfico”. Un percorso costruito nel corso di settimane di lavoro condiviso tra gli studenti e i docenti con il coordinamento della manifestazione curato dalla prof.ssa Sabrina Torno.












Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.