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A Legnano il trapianto di cuore tra scienza e dono: “Un gesto di altruismo che diventa vita”

Il cardiochirurgo del Niguarda Claudio Francesco Russo è stato ospite del Salotto della Famiglia Legnanese in dialogo con il cardiochirurgo dell'Ospedale di Legnano Germano Di Credico

Legnano, il trapianto di cuore raccontato tra scienza e umanità

«Non è un atto di carità, ma un dono. Un dono estremo, un atto di vita. Da questo dono la vita può continuare. Parliamo di un gesto di altruismo che può diventare vita». Così Claudio Francesco Russo, direttore del reparto di Cardiochirurgia e del Trapianto del cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano, insignito dell’Ambrogino d’Oro 2025, ha sintetizzando giovedì 26 marzo il significato più profondo del trapianto di cuore. Perché il battito di un cuore può fermarsi, ma non è detto che la vita debba farlo. Ed è importante sottolinearlo in un momento in cui il tema è particolarmente sentito in Italia, dopo la drammatica morte del piccolo Domenico Caliendo, al quale è stato trapiantato un cuore “bruciato” dal ghiaccio secco. Proprio in questo contesto il luminare milanese ha fatto chiarezza sulle modalità di intervento nella Sala Pagani di Palazzo Leone da Perego a Legnano durante l’incontro “Trapianto di cuore: tra dono e battito di una vita rinata”, organizzato nell’ambito del Salotto della Famiglia Legnanese.

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Ad aprire la serata è stato il nuovo presidente della Famiglia Legnanese, Piermarco Locati, che ha sottolineato «l’importanza di creare momenti di confronto su temi cruciali come la donazione di organi, capaci di toccare profondamente la sensibilità collettiva». Durante l’incontro il dottor Russo ha spiegato in maniera dettagliata come la medicina nel campo dei trapianti abbia fatto progressi straordinari e ha dialogato con il dottor Germano Di Credico, direttore della Cardiochirurgia dell’Ospedale di Legnano, in un confronto che ha intrecciato competenze cliniche, innovazione tecnologica e riflessione etica, con una grande partecipazione del pubblico.

Legnano, il trapianto di cuore raccontato tra scienza e umanità

Il trasporto del cuore

Se in passato il cuore veniva trasportato in contenitori con ghiaccio, oggi si utilizzano sistemi di trasporto a freddo controllato e tecnologie avanzate di perfusione che permettono di mantenere l’organo in condizioni ottimali, in alcuni casi persino battente. Le moderne soluzioni garantiscono temperature costanti tra 4 e 8°C per 24-36 ore, con monitoraggio continuo, geolocalizzazione e controllo degli urti. Un’evoluzione resa necessaria anche da un quadro normativo sempre più rigoroso: dal 2026 sarà obbligatorio il trasporto a freddo controllato con monitoraggio continuo della temperatura, mentre ulteriori requisiti, come resistenza agli urti, tracciabilità e sicurezza, entreranno progressivamente in vigore negli anni successivi. Accanto a tutto ciò ci sono anche i criteri di selezione dei donatori, che seguono parametri stringenti: età generalmente inferiore ai 55 anni, adeguata funzionalità cardiaca, compatibilità tra donatore e ricevente e attenta valutazione delle condizioni cliniche. Tra i fattori considerati figurano comorbilità come obesità, diabete, insufficienza renale, patologie oncologiche, infezioni (HIV ed epatiti) e condizioni psicosociali. Fondamentale anche la compatibilità di peso, sesso e gruppo sanguigno, elementi che incidono sul successo del trapianto.

Un sistema complesso e altamente organizzato, dunque, che richiede precisione, tecnologia e coordinamento. Ma certamente tutto questo non sarebbe possibile senza la dimensione umana della donazione e di chi rende possibile questo piccolo “miracolo”: «Tutti coloro che operano in questo campo sanno di dover essere sempre disponibili – hanno sottolineato Russo e Di Credico -. Il trapianto di cuore rappresenta infatti uno dei risultati più straordinari della medicina moderna, ma esiste solo grazie a una scelta di solidarietà. Dietro ogni intervento non ci sono soltanto competenze chirurgiche e innovazione, ma una vera e propria catena di umanità che parte dal donatore e arriva al paziente, trasformando una perdita in una nuova possibilità di vita».

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 27 Marzo 2026
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