Rigenerare per abitare: pronti 16 alloggi di Housing sociale tra via dei Mille e via Galvani a Legnano
Sedici nuovi alloggi sociali restituiscono alla comunità spazi riqualificati per persone in difficoltà. Ecco il nuovo volto dell'edificiod i via Dei Mille e di via Galvani. Ora il Comune avvierà l'iter per individuare il soggetto del Terzo settore che gestirà questi nuovi spazi
Da spazi chiusi e silenziosi a nuove stanze pronte ad accogliere storie di persone fragili e famiglie alle prese con le difficoltà quotidiniane che ormai troppo spesso rischiano di mettere a rischio il futuro. A Legnano, tra via dei Mille e via Galvani bene confiscato alla mafia, sta prendendo forma un progetto di housing sociale pensato per fasce deboli della società tra cui coloro che restano sospesi tra il mercato immobiliare e l’edilizia pubblica, senza trovare una risposta adeguata ai propri bisogni abitativi. A fare il punto, nella giornata di mercoledì 25 marzo, è stato il sindaco Lorenzo Radice durante un sopralluogo nell’ ex Caserma rinata dopo un lungo lavoro di riqualificazione. Qui sono stati realizzati 11 appartamenti, mentre nella casa di corte nel rione Legnanello, che ha subito una ristrutturazione con demolizione, oggi ci sono cinque alloggi.
Ora il Comune ha concluso la fase di coprogrammazione ed è ora pronto ad avviare la coprogettazione per individuare il soggetto del Terzo settore che gestirà questi nuovi spazi realizzati nel rispetto del cronoprogramma dettato dai diversi bandi ai quali l’Amministrazione ha partecipato per ottenere i fondi. Nel caso dell’ex caserma di via Mille, infatti, l’intervento, progettato dallo studio 3+ Progetti di Torino, ha comportato un investimento complessivo di 2 milioni e 929mila euro, finanziati in larga parte con fondi PNRR (2 milioni e 250mila euro), oltre a risorse comunali e del Fondo Opere Indifferibili.
A visitare questi moderni spazi con il primo cittadino anche gli assessori Anna Pavan, Lorena Fedeli, Marco Bianchi e Ilaria Maffei. Ora si apre la fase decisiva: quella che porterà questi spazi a essere abitati, vissuti, trasformati ogni giorno da chi li chiamerà casa. Perché la vera riqualificazione, qui, comincia adesso. «Si tratta – ha spiegato il primo cittadino insieme al vicesindaco – di soluzioni abitative a canone calmierato destinate a nuclei familiari che non possono accedere ai Servizi Abitativi Pubblici e che, allo stesso tempo, non riescono a sostenere i costi del mercato privato». Accanto agli alloggi singoli, il progetto prevede anche un appartamento in cohousing da dieci posti e quattro camere con spazi comuni, pensati per persone in condizioni di fragilità impegnate in un percorso verso l’autonomia. È il segno più concreto di una trasformazione che non riguarda soltanto muri e impianti, ma il tessuto stesso della comunità.

L’ex caserma di via dei Mille
L’edificio di proprietà della Città Metropolitana di Milano – risalente ai primi del Novecento e ampliato negli anni Venti – oggi concesso in comodato d’uso al Comune per 25 anni. A illustrare nel dettaglio i lavori è stata Rosalba Russo, dirigente delle Opere Pubbliche, che ha seguito l’intero intervento. «Qui la trasformazione è stata profonda: da uffici a residenze, con sedici unità complessive tra monolocali, bilocali, trilocali, camere e spazi condivisi – spiega Russo -. I lavori si sono conclusi a fine novembre 2025. La riqualificazione ha puntato su tre direttrici: accessibilità, inclusività e sostenibilità energetica. Ma il progetto va oltre l’efficientamento: ridisegna il rapporto tra edificio e città».
In totale ci sono sedici alloggi, suddivisi in: un appartamento da 10 persone (cohousing); 1 trilocale per tre persone; 3 monolocali per una persona; 7 bilocali per due persone; 4 camere di social housing con cucina e una lavanderia comunitaria utilizzabile da tutti gli ospiti del complesso. Il progetto ha realizzato infatti l’apertura della corte verso l’esterno attraverso la parziale demolizione del muro perimetrale e di parte dei box auto. Un nuovo ingresso pedonale permette l’ingresso all’edificio da via Milazzo, mentre l’angolo tra questa via e via dei Mille è diventato un orto urbano che sarà gestito dagli ospiti del complesso. «Al diverso rapporto con l’esterno rispetto alla situazione attuale contribuisce anche il cambio della recinzione: il muro perimetrale originario ha lasciato, infatti, spazio a un muretto basso sormontato da una recinzione a barre verticali in ferro – spiega il dirigente di Opere Pubbliche -. Nella zona centrale della corte interna sono state realizzate grandi vasche di infiltrazione superficiali a uso aiuole a prato, con siepi e arbusti. Una passerella in legno attraversa le vasche verdi aprendosi su piattaforme che ospiteranno sedute, tavoli e una pergola in legno. Vicino ai fabbricati sono state create aiuole più piccole e di pertinenza ai vari alloggi. Su tutto il perimetro esterno è stato posato il cappotto e i serramenti sono stati sostituiti e uniformati. I nuovi ballatoi in carpenteria metallica con pavimentazione in legno ricomposto permetteranno la distribuzione degli alloggi superiori andando a costituire il nuovo fondale architettonico dei fabbricati. All’interno degli ambienti sono stati utilizzati materiali di grande resistenza, semplice manutenibilità e di facile abbinamento con ogni tipo di arredo».

La Casa confiscata alla mafia
La casa di corte di via Galvani a Legnano, confiscata alla criminalità organizzata, torna oggi alla comunità con cinque appartamenti. Un passaggio significativo nel percorso di restituzione e valorizzazione sociale di beni sottratti alla mafia che rientra in progetto ad ampio respiro.
La casa di via Galvani confiscata alla mafia torna alla comunità di Legnano con cinque alloggi














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