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Da via Dei Mille al Museo dei Bambini, Radice: “Non sono opere faraoniche, ma spazi restituiti alla città”

Così il sindaco di Legnano Lorenzo Radice ribatte alle affermazioni fatte in questi giorni dai suoi avversari politici che stanno progressivamente intervenendo in una campagna elettorale partita un po’ a rilento

Sopralluogo in via dei Mille e Galvani a Legnano

«Non opere faraoniche, ma spazi restituiti alla città». Così il sindaco di Legnano Lorenzo Radice ribatte alle affermazioni fatte in questi giorni dai suoi avversari politici che stanno progressivamente intervenendo in una campagna elettorale partita un po’ a rilento per eleggere il nuovo sindaco di Legnano. Affermazioni fatte oggi, mercoledì 25 marzo in risposta al candidato Mario Almici, durante il sopralluogo effettuato nella rinnovata ex caserma di via Dei Mille e nella casa di corte di via Galvani. Due spazi che riqualificati che oggi contano 16 alloggi pronti ad essere usati nell’ambito dell’Housing sociale. Infatti a breve il Comune avvierà  l’iter per individuare il soggetto del Terzo settore che gestirà questi nuovi spazi.

Tra le mura di questi due edifici, accennando al Museo dei Bambini in via Potida e alla prossima apertura della palestra di via Milano, il primo cittadino ha sottolineato: «Non sono opere faraoniche quelle realizzate in questi anni i cui lavori si stanno concludendo in questi mesi. Si tratta di opere utili alla città. Edifici che tornano alla comunità per essere vissuti». Rispetto alla tempistica della comunicazione degli interventi, arrivata a ridosso della fine del mandato Radice afferma: «Le scadenze del 2026 non le ho decise io come sindaco di Legnano ma si tratta di cronoprogrammi legati ai piani alti, mi riferisco anche ai vincoli di tutti i finanziamenti, in particolare quelli del PNRR». Il sindaco ha poi posto l’accento sul lavoro della macchina comunale, spesso poco visibile ma determinante nella riuscita dei progetti. «Ricordo l’immane lavoro degli uffici del Comune per reperire fondi e poi nel progettare e realizzare nei tempi previsti i lavori. A loro il plauso per aver realizzato e portato a termine queste trasformazioni della città». Appare quindi lecito presentare i lavori svolti e informare la cittadinanza dell’operato effettuato in questi anni: «È doveroso dire alla città ciò che è stato fatto in questi anni – afferma Radice -. Sono opere che Legnano deve sapere di avere e deve conoscere perchè entrano nel tessuto urbano e sociale della città».

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 25 Marzo 2026
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