I cinque anni di Silvestri sul “confine” della politica legnanese: “Oltre le tensioni, il consiglio ha lavorato”
Umberto Silvestri si avvicina alla fine del mandato con un bilancio che, nonostante i momenti molto difficili, definisce “positivo” con l'invito ad avere fiducia nelle istituzioni
Cinque anni vissuti sul filo, tra scontri politici, richiami al regolamento e momenti di tensione andati oltre i limiti del confronto istituzionale. Ma anche segnati da un intenso lavoro amministrativo, spesso rimasto dietro le quinte.
Umberto Silvestri, presidente del consiglio comunale di Legnano, si avvicina alla fine del mandato e traccia un bilancio che, nonostante i molti momenti difficili, non esita a definire «complessivamente positivo».
Silvestri, eletto consigliere in quota PD, era subentrato a luglio 2021 a Federico Amadei, che aveva lasciato l’incarico per motivi di salute, prima ancora di lasciare la maggioranza (oggi Amadei è il candidato sindaco del terzo Polo, ndr), alla quale nei giorni scorsi ha attribuito «sporadiche critiche» per la «neutralità ed imparzialità istituzionale» da lui dimostrate, che lo avrebbero spinto al passo indietro. Da allora, il clima in aula non si è certo rasserenato. Anzi, i consigli comunali hanno continuato a essere attraversati da tensioni, tentativi di ostruzionismo da parte di una parte dell’opposizione, parole pesanti, offensive, urla e toni che hanno sconfinato il confine del dibattito politico, passando sul piano personale. Toni spesso accentuati nei confronti del presidente stesso, destinatario anche di una mozione di sfiducia. Eppure, sottolinea Silvestri, «la macchina amministrativa non si è mai fermata onorando i compiti del consiglio comunale. Ma le tensioni fanno più rumore».
Con alle spalle vent’anni di impegno politico, sempre a livello locale e nel Partito Democratico, Silvestri racconta di aver accettato quel ruolo per spirito di servizio, consapevole fin dall’inizio della delicatezza dell’incarico. Oggi, a pochi passi dalla conclusione della legislatura, indica ciò che ha funzionato e ciò che invece ha lasciato rammarico, lanciando un messaggio ai cittadini: continuare ad avere fiducia nelle istituzioni.
Presidente Silvestri, come ha assunto questo ruolo e con quali aspettative?
Con uno spirito di servizio. Non era qualcosa che avevo previsto: pensavo di continuare a fare il consigliere. Poi mi è stato chiesto di assumere questo incarico e ho dato la mia disponibilità. Sapevo però già dai primi mesi che non sarebbe stato semplice: il clima era teso e fin dall’inizio era stata messa in discussione la mia capacità di essere super partes.
Il mio obiettivo era quello di fare del regolamento il punto di riferimento del lavoro del consiglio comunale. Non solo per i tempi e le procedure, ma anche per i comportamenti. Volevo garantire i diritti di tutti i consiglieri, ma allo stesso tempo richiamare tutti ai propri doveri.
Ed è stato questo l’aspetto più difficile da far passare?
Sì, perché spesso questa impostazione è stata percepita come rigidità. Probabilmente il richiamo costante al rispetto dei tempi, delle regole e dei ruoli istituzionali non è stato digerito da tutti. Ma il mio intento non è mai stato quello di penalizzare qualcuno. Ho cercato di far rispettare il regolamento e di tutelare tutti, indistintamente.
Che cosa, secondo lei, non ha funzionato in questi anni?
A volte si è perso il confine in cui l’opinione politica si trasforma in un giudizio sulla persona. Ed è lì che il confronto si complica. Il dibattito politico può anche essere duro, ed è naturale che lo sia quando si confrontano visioni diverse della città. Ma quando si scivola sul piano personale, tutto diventa più difficile da gestire e si abbassa il livello del confronto istituzionale.
Ci sono stati momenti molto difficili. Non solo per i toni, ma anche per atteggiamenti che non dovrebbero mai verificarsi. È capitato che la foga prendesse il sopravvento, anche fisicamente, andando oltre il semplice intervento dal proprio posto. Sono episodi che mi hanno lasciato rammarico, perché il consiglio comunale dovrebbe essere anche un esempio per i cittadini.
L’ultimo consiglio comunale è stato tra i più burrascosi…
Sì, si è andati oltre un limite. Però non vorrei che questo facesse dimenticare tutto il resto: in cinque anni abbiamo fatto decine di consigli comunali e la grande maggioranza si è svolta dentro i canoni del confronto istituzionale.
Il suo bilancio resta quindi positivo?
È positivo sia sul piano personale, perché è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, sia sul piano istituzionale. Il consiglio comunale ha lavorato: le delibere sono state approvate, le interrogazioni evase, l’attività è andata avanti. Le tensioni fanno più rumore, ma non raccontano tutto quello che è stato fatto.
Al di là del dibattito in aula, ci sono stati anche momenti di tensione fuori dai microfoni, con parole che hanno fatto discutere. Col senno di poi, come li valuta?
Mi sento di dire che chi ricopre un ruolo istituzionale deve fare attenzione anche a quei momenti. Non sempre è facile, ma è un aspetto di cui bisogna essere consapevoli. Per quanto riguarda l’ultimo consiglio, mi sento di chiedere scusa alla sorella di una consigliera comunale, che ho citato senza sapere nemmeno se esistesse. È stato un errore e non andava fatto. Per il resto, ribadisco che i toni in alcune situazioni sono stati fuori misura.
In questi anni cosa ritiene abbia realmente lasciato un segno?
Due elementi in particolare. Il primo è l’approvazione del bilancio di previsione negli ultimi anni entro il 31 dicembre, cosa che non accadeva da molto tempo e che ha consentito all’amministrazione di lavorare fin da subito senza rallentamenti. Il secondo è il Piano di Governo del Territorio approvato nel 2024. È stato un passaggio importante anche per il lavoro che ha richiesto: commissioni, votazioni, emendamenti, un confronto lungo che ha coinvolto tutti i consiglieri, sia di maggioranza sia di opposizione. È stata una vera maratona e il fatto di aver portato a casa quel risultato dimostra che il consiglio, nel suo insieme, ha lavorato.
Cosa risponde alla provocazione di Amadei, che invita il prossimo sindaco a dare la presidenza del consiglio all’opposizione?
Rispondo sul piano tecnico. Il presidente del consiglio comunale è l’espressione di una parte: anche se eletto dalla minoranza con il supporto della maggioranza, alla fine sarebbe sempre un presidente eletto da una parte. È inevitabile. Questo comporta una difficoltà: chi assume quel ruolo deve fare uno sforzo per staccarsi dalla propria appartenenza e svolgere davvero una funzione di garanzia. Non credo però che il tema si risolva semplicemente assegnando la presidenza all’opposizione.
Se glielo chiedessero, rifarebbe il presidente del consiglio?
Se dovessi essere rieletto come consigliere e se mi venisse chiesto mi metterei come sempre a disposizione. In questo momento ho dato la mia disponibilità come candidato nelle file del PD.
Non dovesse riassumere questo ruolo, quale consiglio darebbe a chi verrà dopo di lei?
Di affrontare il ruolo con serenità e cercare di porsi un po’ più in alto rispetto allo scontro. Da lì si ha una visione più completa e si prendono decisioni più ponderate. Perché il presidente decide continuamente, anche quando sembra solo applicare il regolamento. Ricordo che l’ultima parola poi la può avere sempre il consiglio comunale.
Quale è il messaggio che vuole rivolgere ai cittadini?
Di continuare ad avere fiducia nelle istituzioni. Sono un baluardo importante della nostra democrazia e vanno difese, anche nei momenti più difficili.
Umberto Silvestri è il nuovo presidente del consiglio comunale di Legnano: «Sarò super partes»








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.