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Viene dall’India la nuova presidente della consulta nuovi cittadini di Legnano: “Sarò ponte tra culture e generazioni”

Alla presidenza è stata eletta Anjana Rathore, affiancata dalla vicepresidente Graciela Heredia, in un passaggio che raccoglie l’eredità del lavoro svolto finora e rilancia con nuove idee, energie e progetti. Ci hanno raccontato le loro storie

Consulta cittadini

Nuova guida per la Consulta dei Nuovi Cittadini di Legnano. Alla presidenza è stata eletta Anjana Rathore, affiancata dalla vicepresidente Graciela Heredia, in un passaggio che raccoglie l’eredità del lavoro svolto finora con il presidente Ladi Vulaj e rilancia con nuove idee, energie e progetti.

Un cambio nel segno della continuità, ma anche della volontà di allargare sempre di più la partecipazione, rafforzare i legami tra comunità e istituzioni e dare voce alle tante storie che compongono oggi il volto multiculturale della città.

La nuova presidente porta con sé una storia personale fatta di radici lontane, indipendenza e integrazione nel territorio, mentre la vicepresidente mette a disposizione esperienza, sensibilità e una lunga vita costruita a Legnano dopo l’arrivo dall’Ecuador. Due generazioni e due percorsi diversi che oggi si incontrano in un progetto comune.

 “Sono nata in India, ma mi sento legnanese a tutti gli effetti”

Anjana Rathore presidente della consulta nuovi cittadini di Legnano: "Sarò ponte tra culture e generazioni"

Anjana è arrivata in Italia nel 1992, quando aveva sei anni. Nata in India, è cresciuta a Legnano, dove ha frequentato le scuole Manzoni e Tosi, per poi diplomarsi al Dell’Acqua: «Mi sento davvero legnanese a tutti gli effetti – racconta –. Sono cresciuta qui, questa città mi ha formata. Certo, porto dentro di me le mie origini indiane, ma la mia vita è qui».

L’arrivo in Italia non è stato semplice. «Per me è stato uno shock culturale fortissimo. Arrivavo da un piccolo villaggio vicino al deserto del Thar, in India. Quando sono arrivata qui era tutto diverso: la lingua, le abitudini, la scuola, persino il fatto di dover mettere le scarpe sempre. All’inizio uscivo di casa senza, perché per me era normalissimo».

Il papà di Anjana era già in Italia: lavorava come operaio e, dopo anni di sacrifici, è riuscito a far arrivare il resto della famiglia, grazie al ricongiungimento familiare: «I primi anni della mia vita sono cresciuta con mio papà lontano ma poi finalmente siamo riusciti a riunirci – ricorda –. A Legnano siamo stati fortunati perché abbiamo trovato vicini di casa meravigliosi e una comunità che ci ha accolti davvero. Anche così ho imparato l’italiano».

A scuola l’inserimento è stato per lei graduale. «Non parlavo una parola di italiano. Gli insegnanti cercarono di aiutarmi, anche se allora non c’erano gli strumenti di oggi. Però in poco tempo ce l’ho fatta. Già in terza elementare parlavo bene».

“Voglio mettere la mia dualità al servizio degli altri”

Crescendo, Anjana ha imparato a vivere due mondi insieme. «Io ho una doppia appartenenza che considero una ricchezza. Amo il mio Paese d’origine, ma amo profondamente anche l’Italia. E credo che proprio questo dualismo possa essere utile alla Consulta».

Per lei la sfida è costruire ponti: «L’India è fatta di tante regioni, culture e religioni diverse. Anche qui spesso le comunità tendono a restare separate. Io invece sogno una comunità più unita, non solo tra indiani, ma tra tutte le nazionalità presenti sul territorio. Perché alla fine siamo tutti insieme stranieri in terra straniere che è diventata la nostra città».

La neo presidente racconta di essersi avvicinata alla Consulta tre anni fa, su invito dell’assessora Ilaria Maffei, dopo l’esperienza in Alveare Rosa, realtà nata anche dal suo bisogno di confronto con altre donne e madri: «Avevo lasciato il lavoro per occuparmi dei figli e sentivo l’esigenza di creare relazioni, stare con altre donne, essere utile». Anjana si è costruita la sua vita da sola, con forza, determinazione, trovando con coraggio la sua indipendenza. È felicemente sposata con un uomo italiano e ha due figli. Oggi è tornata a lavorare, ma continua a dedicare tempo al sociale. «Sono madre, moglie, ma sono anche una donna che vuole realizzarsi e dare il proprio contributo», dice.

“Più rete, più scuola, più giovani”

La neo presidente parte dal lavoro già fatto. «Vogliamo consolidare i progetti portati avanti finora e proseguire su quella strada, ma anche aprire nuove possibilità». Tra le esperienze già realizzate dalla Consulta cita la partecipazione agli incontri con gli studenti, la presenza durante la Settimana interculturale, le collaborazioni con le scuole, i momenti in biblioteca dedicati alla lettura in madrelingua, la partecipazione al progetto legato a Lampedusa con il Comitato 3 Ottobre, oltre agli eventi pubblici che hanno coinvolto le comunità straniere della città.

«Quello che vogliamo fare ora è rafforzare ancora di più il rapporto con i giovani, con le scuole, con i bambini. Lì si costruisce il futuro. E vorremmo anche promuovere di più realtà importanti come il Cpia per la formazione di tutti e la biblioteca, che non sono solo luoghi di studio ma veri punti di aggregazione».

L’esperienza di Gaciela

Anjana Rathore presidente della consulta nuovi cittadini di Legnano: "Sarò ponte tra culture e generazioni"

Accanto ad Anjana c’è Graciela, vicepresidente della Consulta, arrivata in Italia dall’Ecuador nel 2000, nel pieno della crisi economica che colpì il suo Paese.

«Sono partita da sola il 3 luglio del 2000 – racconta –. Avevo 41 anni e due figli rimasti in Ecuador. È stata una scelta durissima, ma necessaria. Dovevo costruire un futuro per loro». Dopo un primo periodo Graciela è approvata a Legnano, dove ha trovatp lavoro come baby sitter in una famiglia che ricorda ancora con grande affetto. «Per me sono stati fondamentali. Mi hanno insegnato la lingua, le abitudini italiane, mi hanno aiutata a capire come muovermi. Sono stati il mio primo punto di riferimento e sono ancora oggi i miei mentori».

Non nasconde il dolore dei primi anni: «Ho sofferto tanto la lontananza dai miei figli. È il sacrificio più grande che una madre possa fare”» Poi, col tempo, è riuscita a farli arrivare in Italia e a ricostruire qui la vita familiare. «Oggi i miei figli sono inseriti, lavorano, hanno costruito la loro strada. E io sono grata all’Italia e a Legnano per quello che mi hanno permesso di realizzare».

“L’esperienza incontra la gioventù”

Graciela vede nella nuova guida della Consulta una sintesi preziosa: «Anjana porta energia nuova, entusiasmo, una sensibilità fortissima verso i giovani e verso il futuro. Io porto la mia esperienza, il mio percorso, la conoscenza di tante difficoltà vissute da chi arriva qui da adulto. Credo che insieme possiamo fare molto bene».

Per la vicepresidente la Consulta deve continuare a essere un punto di ascolto e di proposta. «Ci sono tante famiglie che vivono situazioni difficili, soprattutto sul fronte della casa, del lavoro, dell’inserimento dei figli a scuola. Noi non possiamo risolvere tutto, ma possiamo essere una voce».

Anche Graciela insiste sul valore della partecipazione. «Vorremmo che sempre più persone di origine straniera si avvicinassero alla Consulta, seguissero i progetti, dessero una mano. Siamo in dodici, ma c’è spazio per crescere ancora». Per unirsi scrivere: consultanuovicittadini@comune.legnano.mi.it

Il messaggio dell’assessora

Sul cambio di presidenza è intervenuta anche l’assessora Ilaria Maffei: «Voglio esprimere un grazie ad Ladi Vulaj, che è stato presidente della Consulta dalla nascita della stessa, nel 2023, per l’impegno dimostrato in questi anni, e fare gli auguri di buon lavoro ad Anjana Rathore e alla sua vice Graciela Heredia, che in questi giorni sono già al lavoro con alcuni uffici comunali per le prossime attività».

 

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 18 Marzo 2026
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