La Fondazione Ticino Olona festeggia 20 anni, Forte: “Dopo di me ci sarà una piccola rivoluzione”
Il 2026 sarà l'ultimo anno di presidenza per Salvatore Forte. Nel presentare il concerto del 22 marzo con Fabio Treves e il sassofonista dei Blues Brothers, ha annunciato il cambio con l'obiettivo di un raddoppio dei fondi per finanziare bandi e progetti
Vent’anni di attività, oltre 10 milioni di euro erogati e più di 1.500 progetti sostenuti: sono i numeri che raccontano il percorso della Fondazione Ticino Olona, sempre più punto di riferimento per il territorio, «un po’ come i negozi di vicinato», capace di intercettare bisogni concreti e rispondere in modo diretto alla comunità. Un impegno che negli anni si è concentrato su ambiti chiave come gli oratori e i centri estivi, il sostegno alle fragilità, ma anche arte, cultura e ambiente, con uno sguardo progressivamente allargato a tutto il territorio per rafforzarne l’unità.
Per celebrare questo importante traguardo, la Fondazione – nell’ultimo anno di presidenza di Salvatore Forte – ha scelto ancora una volta la musica come linguaggio universale di dialogo e inclusione. Dopo aver attraversato diversi generi – dalla classica con l’Accademia Concertante d’Archi di Milano, diretta dal maestro Mauro Benaglia, alla lirica con il Concorso Internazionale Città di Legnano, fino alla musica leggera con il Festival Donne In Canto – quest’anno sarà il blues il protagonista. Sul palco del Tirinnanzi domenica 22 marzo saliranno infatti Fabio Treves, tra i più importanti interpreti italiani del genere, e un ospite d’eccezione: Lou Marini, storico sassofonista dei Blues Brothers, conosciuto come “Blue Lou”. Evento già sold out, che si preannuncia come un grande momento popolare, pensato per festeggiare insieme alla comunità. «Volevamo fare qualcosa di sobrio ma bello», sottolinea Forte, spiegando come la scelta di un evento musicale non sia casuale: «Abbiamo sempre usato la musica per dialogare con il territorio». Un percorso che ha visto anche esperienze particolari, come i concerti portati nelle fabbriche, per avvicinare un pubblico sempre più ampio alla cultura.
Nata nel 2006, la Fondazione ha attraversato anni complessi: dalla crisi economica del 2008 alla pandemia del 2020, fino alle tensioni internazionali più recenti. Eventi che hanno cambiato profondamente il contesto in cui opera la filantropia e imposto nuove modalità di intervento.
Il dopo Salvatore Forte
Nonostante questo, l’attività è cresciuta: dal 2016, con l’attuale presidenza, i fondi sono stati raddoppiati – passati da 200mila a oltre 400mila euro – e oggi si parla di una «piccola rivoluzione in vista», con l’obiettivo di raddoppiare ulteriormente le risorse nel breve periodo. Salvatore Forte non si sbottona, ma i cambiamenti sembrano significativi. Si fa strada l’ipotesi dell’ingresso di uno o più nuovi partner pronti a condividere questo percorso e a rafforzarlo ulteriormente: «In questi dieci anni di presidenza abbiamo portato avanti tantissimi progetti. Tra i più significativi posso citare il “300 più uno”, per sostenere la povertà, ma ce ne sarebbero molti altri da citare, tutti approvati all’unanimità. Un lavoro importante per la comunità, frutto dell’impegno di tante persone. Il 2027 sarà sicuramente un anno di belle novità».
Sold out in cinque ore per il concerto della Fondazione Ticino Olona al Tirinnanzi di Legnano










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