Massimo Giuntoli musica al piano le poesie di Gertrude Stein in biblioteca a Legnano
Domenica 22 marzo alle 16.30 Giuntoli si esibirà nel concerto ispirato a una delle più famose raccolte di versi dell'autrice, "Tender buttons"
Le poesie di Gertrude Stein diventano musica e canto a Legnano, quelli del pianoforte e della voce di Massimo Giuntoli, che domenica 22 marzo alle 16.30 in biblioteca si esibirà nel concerto ispirato a una delle più famose raccolte di versi dell’autrice modernista statunitense, “Tender buttons”. Il concerto, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, rientra nel programma di iniziative per la Giornata dei diritti delle donne
Giuntoli prende 19 tracce poetiche da due delle tre sezioni del libro (“Oggetti” e “Cibo”) e le trasforma in un ciclo di canzoni per piano e voce. Compositore, performer, creativo urbano e artista multimediale, inizia la sua attività alla fine degli anni ’70. Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la cosiddetta “Canterbury Scene”, ha sviluppato un proprio linguaggio musicale contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l’accademia e una rosa alquanto eterogenea di altri linguaggi. Dal 1980 a oggi ha preso parte a numerose rassegne, in Italia e all’estero. Nel corso degli anni, la sua produzione musicale lo ha impegnato in progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali site specific.
Gertrude Stein (1874-1946) fu una figura fondamentale per la cultura del primo e secondo Novecento. Le sue scelte poetiche segnarono sia scrittori e poeti a lei contemporanei, quali Ezra Pound e Albert Camus, come tutta la poesia vicina o precedente alla Beat Generation a partire da William Burroughs. Amica e protettrice di pittori come Braque, Matisse e Pablo Picasso – che la omaggiò del “Ritratto di Gertrude Stein” (1906), il suo primo deciso passo verso il cubismo ,- la Stein si fece influenzare e influenzò un modo di pensare l’arte che abbandonava i paradigmi classici di riconoscibilità immediata della forma avviandosi verso una composizione libera, stupita e personale del testo poetico.









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