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Rifondazione Comunista: “Servizi fanalino di coda, Legnano rischia di diventare la brutta copia di Milano”

Rifondazione Comunista boccia su tutta la linea le scelte dell'amministrazione uscende, tacciata di aver trascurato «i servizi alle persone, i servizi per le scuole, la casa e il lavoro»

Generica 2020

«Legnano sta rischiando di diventare la brutta copia di Milano, una città a misura solo dei cittadini che hanno il portafoglio gonfio». Non usa mezzi termini Rifondazione Comunista per bocciare su tutta la linea le scelte dell’amministrazione guidata da Lorenzo Radice, che per  il partito di «ha scelto di investire le sue energie e le enormi risorse portate dal  PNRR per la ristrutturazione e la costruzione di nuovi spazi lasciando i servizi alle persone, i servizi per le scuole, la casa e il lavoro come fanalini di coda».

«La politica è l’arte della scelta e il Partito della Rifondazione Comunista ha un’idea di città che si differenzia in modo marcato da quella che si sta proponendo a Legnano di questi tempi – sottolineano da Rifondazione Comunista -. La nostra città sta rischiando infatti di diventare la brutta copia di Milano, per nulla inclusiva, ricoperta di cemento, con servizi limitati e quindi una città a misura solo dei cittadini che hanno il portafoglio gonfio. La politica è l’arte della scelta e, in un quadro di risorse limitate, orientarle in una direzione nega la possibilità di imboccare altre strade. Chi sceglierà di votarci avrà la certezza che, in modo trasparente e senza ambiguità, il Comune investirà più risorse per i servizi sociali e i servizi per le famiglie. Due esempi per tutti: Legnano ha bisogno di più posti, e a costi accessibili, negli asili nido e di più risorse nei servizi a sostegno della domiciliarità per anziani e disabili».

Da lì la scelta di Rifondazione Comunista di candidarsi con Patto civico a sostegno di Federico Amadei, «impegnato a riportare il Comune ad essere protagonista, per esempio, nel rapporto con ATS e ASST affinché la sanità sul territorio torni a garantire il diritto di accesso alle prestazioni a tutti i cittadini – sottolineano dal partito -. Rifondazione Comunista gestisce da alcuni anni lo Sportello salute e conosce la gravità del problema che merita un investimento maggiore rispetto a quanto fatto finora. Ancora più importante sarà l’impegno, in un’amministrazione che ci veda partecipi, per la prevenzione e la promozione della salute a 360 gradi, rimuovendo i fattori che generano patologie sul territorio, a partire dalla revisione del progetto dell’inceneritore, il più grande tradimento delle promesse elettorali dell’attuale amministrazione, attraverso un modello di sviluppo e mobilità che rendano Legnano una città sana, fino all’impegno perché la discarica nel comune di Cerro Maggiore non si trasformi in una bomba ecologica sul territorio».

«Anche le politiche per l’abitare e per il lavoro richiedono più attenzione e risorse: in questi anni si sono fatti interventi minuti e poco incisivi e la giunta in carica, a furia di tagliare nastri in una maratona dall’evidente sapore propagandistico elettorale, lascerà in eredità molti spazi che avranno costi di gestione enormi – aggiungono da Rifondazione Comunista -. Bisogna al più presto ripensare alcune destinazioni d’uso perché questo patrimonio diventi una risorsa per i cittadini e non un problema di bilancio sulle spalle delle future generazioni. In ultimo crediamo che sia necessario che gli enti locali siano più incisivi nel sostenere la pace e contrastare la corsa al riarmo che sottrae risorse fondamentali ai servizi per cittadini ed espone i nostri giovani al rischio di essere chiamati alle armi: l’attuale amministrazione ha avuto posizioni timide se non ambigue in questi cinque anni, seguendo l’onda del PD a livello nazionale e sostenendo un’idea di Europa “con l’elmetto” che Rifondazione Comunista intende rispedire al mittente».

«Siamo consapevoli che il fatto che al primo turno forze di centrosinistra si presentino in due diverse coalizioni può generare disagio ai nostri elettori che temono il ritorno del centrodestra al governo della città – concludono da Rifondazione Comunista -. Per Rifondazione Comunista, è una scelta conseguente alla constatazione dell’indisponibilità dell’attuale amministrazione a discutere punti programmatici che indicassero un cambio di rotta nelle politiche degli ultimi cinque anni. Le alleanze che sta stringendo e le scelte sulla gestione dei servizi e l’urbanistica ci fanno capire perché. Crediamo che spieghino anche alcune posizioni incomprensibili, come l’intitolazione di una piazza a don Giussani mentre giace inascoltata la richiesta di intitolare piazza Borsani a Gino Strada e Teresa Sarti, così come le celebrazioni sottotono degli 80 anni dalla Liberazione dal fascismo lo scorso 25 aprile, in una confusione sul ruolo delle istituzioni in un Paese laico e antifascista. Scelte che evidentemente strizzavano già l’occhio a forze lontane dall’idea di città che proponiamo e difendiamo».

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 15 Marzo 2026
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