Legnano, Busto Garolfo e Rho mostrano i loro tesori: tornano le Giornate FAI di Primavera
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”. Per due giorni, dunque, il territorio tra Legnano e Rho si trasforma in un piccolo itinerario di bellezza
Ci sono luoghi che vediamo ogni giorno ma di cui ignoriamo la storia. Un portone che resta sempre chiuso, una villa nascosta tra le case, un palazzo pubblico che custodisce opere e memorie. Nel weekend del 21 e 22 marzo le Giornate FAI di Primavera tornano anche nell’Ovest milanese e offrono l’occasione di scoprire alcuni di questi tesori a Legnano, Busto Garolfo e Rho. L’iniziativa, giunta alla 34ª edizione, è il più grande evento nazionale dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano: in tutta Italia saranno visitabili 780 luoghi in 400 città, spesso normalmente chiusi al pubblico. Dal 1993 a oggi quasi 13,5 milioni di italiani hanno partecipato alle aperture organizzate dal Fondo Ambiente Italiano. Nell’Ovest Milano la Delegazione FAI propone cinque aperture, tre delle quali proprio nel Legnanese e nel Rhodense. Le visite saranno possibili sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 18 (ultima visita alle 17.30) con contributo libero, destinato a sostenere le attività del FAI per la tutela del patrimonio culturale italiano. Ad accompagnare i visitatori saranno, come da tradizione, gli Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole del territorio che guideranno il pubblico alla scoperta dei luoghi e delle loro storie. Qui la locandina dell’appuntamento Fai
Legnano: il fascino dell’Istituto Barbara Melzi
A Legnano sarà possibile visitare l’Istituto Barbara Melzi, ospitato nello storico Palazzo Melzi nel quartiere Legnarello. Fondato nell’Ottocento per volontà della religiosa Barbara Melzi, il complesso custodisce ambienti di grande suggestione: dalla Sala delle Colonne con documenti storici legati anche ad Alessandro Manzoni, alla quadreria di famiglia e all’antico laboratorio di fisica ottocentesco. Il percorso include anche la Chiesa di Santa Rita, impreziosita dagli affreschi seicenteschi dei Lampugnani.
Busto Garolfo: storia e memoria a Villa Rescalli Villoresi
A Busto Garolfo i visitatori potranno entrare in Villa Rescalli Bellotti Beretta Villoresi, dimora nata nel 1631 come complesso rurale e trasformata nel Settecento in villa di delizia. La villa conserva l’elegante impianto a ferro di cavallo, ambienti storici e un suggestivo giardino all’inglese. Oggi ospita la Fondazione dedicata all’artista Dario Mellone e racconta anche la storia di Eugenio Villoresi, progettista del celebre canale che attraversa il territorio.
Rho: il municipio tra storia e architettura
A Rho sarà invece aperto al pubblico il Palazzo Comunale, costruito tra il 1929 e il 1931 e caratterizzato da un’architettura che richiama i palazzi viscontei, con torre merlata e bifore. Durante la visita si potranno ammirare lo Scalone d’Onore in marmo, la Sala del Consiglio, affreschi seicenteschi e il Mandala realizzato nel 2016 in occasione della visita del Dalai Lama.
Arese: la villa storica immersa nel verde
Ad Arese aprirà eccezionalmente le porte Villa Ricotti “La Valera”, storica dimora settecentesca costruita nel 1720 e oggi inserita in parte nel Parco delle Groane. La villa si distingue per l’elegante impianto a H, il giardino all’italiana e il grande parco all’inglese di undici ettari. Il percorso di visita consentirà di attraversare corti e porticati, ammirare la Kaffeehaus, il viale di carpini e gli interni storici come la sala del biliardo e il salotto affrescato. L’apertura è prevista solo sabato 21 marzo.
Fai a Milano tra storia e contemporaneità
Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, l’appuntamento che permette di scoprire luoghi spesso inaccessibili e di guardare la città con occhi completamente nuovi. L’iniziativa, giunta alla 34ª edizione, è il più grande evento nazionale dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano: in tutta Italia saranno visitabili 780 luoghi in 400 città, mentre in Lombardia saranno 146 i beni aperti in 59 comuni grazie al lavoro dei volontari del Fondo Ambiente Italiano.








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