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Lega e maggioranza ai ferri corti dopo l’intitolazione dell’aula consiliare di Legnano a Matteotti

Dopo la bagarre in aula consiliare nella serata dell'intitolazione a Matteotti dell'aula consiliare, continuano a volare gli stracci tra maggioranza e Carroccio

Consiglio comunale Legnano

Houston, abbiamo un problema. Se l’intitolazione dell’aula consiliare a Giacomo Matteotti doveva essere «un segno di ripartenza» per la politica locale dopo cinque anni e mezzo contraddistinti dallo scontro molto più che dal confronto, qualcosa deve essere andato storto. Non solo tra i banchi del consiglio, dove mercoledì 11 dicembre è stata scritta una delle pagine più brutte della consiliatura in dirittura d’arrivo, ma anche fuori dall’aula.

Dopo la bagarre in aula consiliare scaturita dalla scelta della presidenza del consiglio di non riconoscere carattere di urgenza all’interrogazione della lista Toia relativa ai fondi destinati alla comunicazione, e di conseguenza di non discuterla durante la seduta stessa, continuano infatti a volare gli stracci tra maggioranza e opposizione. Da un lato la Lega, che rivendica la necessità di una sala consiliare senza «colore politico» e non nasconde le perplessità di fronte alla scelta di “ribattezzarla” in memoria del leader socialista. Dall’altro Partito Democratico, Insieme per Legnano – Legnano Popolare, riLegnano e la new entry di coalizione Fare Centro con Radice, che si chiedono «da che parte stia» il Carroccio e fanno appello «a tutte le forze democratiche, di qualsiasi orientamento e colore politico, a tutte le forze antifasciste della città» perché prendando «posizione per riaffermare i valori dell’antifascismo e per difendere la figura di Giacomo Matteotti». E buona campagna elettorale a tutti.

La Lega: “La sala del consiglio non dovrebbe avere colore politico”

«La sala del consiglio comunale dovrebbe essere la casa di tutti i legnanesi – sottolineano dalla Lega in un post affidato ai social -. Un luogo che unisce, non che divide. Un luogo dove tutti devono avere diritto di parola, soprattutto le opposizioni. Per questo lascia perplessi la scelta di intitolarla a Giacomo Matteotti. Nessuno mette in discussione la figura storica ed i valori che ha rappresentato. Sicuramente avrebbe voluto anche maggiore libertà di espressione per la minoranza, cosa che da sempre manca in questa consiliatura. Ma la sala del consiglio non dovrebbe avere colore politico. È il posto dove siedono tutti i rappresentanti dei cittadini».

«Legnano ha una storia ricca di legnanesi illustri: imprenditori, volontari, benefattori, persone che hanno fatto grande questa città – aggiungono dal Carroccio -. Forse sarebbe stato più giusto dedicare quella sala a qualcuno della nostra comunità, un legnanese illustre come Carlo Jucker, Franco Tosi, Fabio Vignati o magari Gianfranco Ferrè. Persone che rappresentano davvero tutti i legnanesi. Perché il consiglio comunale deve essere la casa dei legnanesi. Non di una parte».

La maggioranza: “L’unico colore politico di Matteotti è l’antifascismo “

Parole, quelle della sezione locale del partito guidato da Matteo Salvini, che i Dem e le tre civiche che sosteranno Radice nella corsa alle urne hanno appreso «con estremo stupore». «Matteotti, deputato socialista assassinato dal fascismo il 10 giugno 1924 dopo aver denunciato in Parlamento i brogli elettorali e le violenze del regime, è una delle figure più alte e simboliche della difesa della democrazia e dell’antifascismo italiano – sottolineano dalla coalizione di centrosinistra -. Per questo motivo riteniamo profondamente sbagliata e grave la critica avanzata dalla Lega, che sostiene che sarebbe stato preferibile dedicare la sala consiliare a una figura “senza colore politico”, in grado di rappresentare tutti i cittadini legnanesi. L’unico “colore politico” che caratterizza la figura di Giacomo Matteotti è infatti quello dell’antifascismo. Matteotti è un martire della libertà e della democrazia, valori che stanno alla base della nostra convivenza civile».

«Proprio all’indomani dell’ennesimo episodio in cui i consiglieri comunali della Lega Salvini Premier adottano comportamenti contrari al regolamento del consiglio comunale, che il presidente Silvestri ha cercato unicamente di far rispettare, ci chiediamo da che parte stia la Lega di Legnano e se davvero non si riconosca in una figura come quella di Giacomo Matteotti – aggiungono PD, Insieme per Legnano – Legnano Popolare, riLegnano e Fare Centro -. Ci domandiamo inoltre se, secondo la Lega, nel consiglio comunale possano sedere posizioni che non si riconoscono nei principi della nostra Costituzione della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e profondamente antifascista, anche grazie al sacrificio di uomini come Giacomo Matteotti».

«Si dice che quella sala debba essere “la casa di tutti”, il luogo dove anche le opposizioni devono poter parlare liberamente. Poi però si sostiene che dedicarla a Matteotti sarebbe una scelta divisiva o “politica”. Eppure Giacomo Matteotti fu assassinato proprio per aver difeso in Parlamento il diritto dell’opposizione di denunciare brogli e abusi del potere. Se ricordare chi è morto per la libertà di parola diventa una scelta “di parte”, allora forse il problema non è l’intitolazione della sala. Forse il problema è che la memoria, a volte, mette a disagio chi preferirebbe dimenticare. Per noi il nome di Giacomo Matteotti all’ingresso della sala consiliare è un monito chiaro: qua c’è la democrazia, il fascismo non può entrare».

Foto di archivio

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 14 Marzo 2026
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