Al Castello di Legnano la botanica delle relazioni umane con “Flowers” di Daniel Salvi
La mostra, visitabile dal 21 marzo al 6 aprile, presenterà opere inedite e sarà accompagnata da una nuova collezione di profumi d’artista
Dal 21 marzo al 6 aprile la mostra multisensoriale “Flowers” di Daniel Salvi arriva a Legnano nelle sale del Castello Visconteo. La nuova mostra presenterà opere inedite e sarà accompagnata da una nuova collezione di profumi d’artista, creati in collaborazione con il profumiere Riccardo Barazzetta, e da una colonna sonora originale inedita. La mostra è parte dell’iniziativa “Le Stanze dell’Arte al Castello”, promossa dal Comune di Legnano e dalla Pinacoteca del Castello.
Con “Flowers” Daniel Salvi, artista classe 1994, prosegue la ricerca multisensoriale avviata con “Goddesses & Muses”, universo visivo che rilegge archetipi classici e rinascimentali in chiave contemporanea per interrogare femminilità, condizione umana e la relazione – spesso fragile – con la natura. La pratica di Salvi unisce fotografia, intelligenza artificiale, pittura digitale e ritocco, e si espande oltre il visivo attraverso suono e olfatto, trasformando l’esperienza della mostra in un ambiente immersivo che chiede tempo, attenzione e presenza.
In questo capitolo, incentrato sulla primavera e sulla rinascita della natura, il fiore non è inteso come semplice soggetto estetico, ma come linguaggio universale che attraversa culture e generazioni: un codice emotivo con cui, da sempre, l’umanità esprime ciò che fatica a dire a voce. In un’epoca dominata da velocità e performance, le Ninfe di Salvi si collocano in una sospensione deliberata, coerente con il motto dell’artista, “Solace & Wonder”: un’estetica che punta a restituire spazio interiore, resilienza e un senso di meraviglia riconquistata.
A completare l’esperienza, ogni opera di “Flowers” è accompagnata da un profumo d’artista, sviluppato con Riccardo Barazzetta, e da una colonna sonora originale inedita firmata da Salvi, concepita come estensione emotiva del percorso. «Vorrei che i mondi delle mie Ninfe diventino un luogo intimo, che i visitatori possano fare proprio», sottolinea Salvi.






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