La consigliera Laffusa (Lega) dopo lo scontro in consiglio: “Nessuna minaccia, frase strumentalizzata”
La consigliera della Lega Daniela Laffusa interviene per chiarire quanto accaduto nella serata di mercoledì 11 marzo durante il consiglio comunale, concluso con l’abbandono dell’aula da parte di Lega, Lista Toia, Fratelli d’Italia e Forza Italia
«La mia frase è stata strumentalizzata, non era una minaccia». La consigliera della Lega Daniela Laffusa interviene per chiarire quanto accaduto nella serata di mercoledì 11 marzo durante il consiglio comunale, concluso con l’abbandono dell’aula da parte dei gruppi di opposizione Lega, Lista Toia, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
La tensione è nata dopo che il presidente del consiglio comunale Umberto Silvestri ha respinto la richiesta di discutere con urgenza un’interrogazione presentata dal consigliere Francesco Toia. L’atto riguardava la determinazione, con cui è stata disposta la proroga dell’affidamento del servizio di ideazione e progettazione grafica del materiale promozionale e di comunicazione delle principali iniziative comunali.
Durante il confronto in aula sono volate parole pesanti. Laffusa, parlando fuori microfono, ha utilizzato l’espressione «è duro di comprendonio». Dal banco della presidenza è arrivata la replica, a microfono acceso: «Duro di comprendonio lo dice a sua sorella. Dove siamo? Al bar sport». Da quel momento il clima si è ulteriormente surriscaldato con la consigliera della Lega che si è avvicinata al banco del presidente, dicendo: «Ringrazia il cielo che sei qui, prima o poi ti incontrerò per strada», per poi spiegare subito dopo che al di fuori del consiglio avrebbe potuto dire quello che in sede istituzionale aveva evitato di dire. Una frase che è stata ripresa anche dal sindaco Radice: «In democrazia si rispettano i regolamenti, non si forzano le regole – ha concluso il sindaco Lorenzo Radice –. Si possono contestare le idee, ma non ci si minaccia guardandosi con aria torva e puntandosi il dito contro, dicendo: “Ti aspetto fuori”. Scene che anche questa sera quest’aula ha dovuto vedere». Aula che – ricordiamo – era stata da poco intitolata a Giacomo Matteotti, esempio di democrazia.
Il giorno dopo il chiarimento della consigliera: «Quello che ho detto è stato strumentalizzato dal presidente del consiglio e sindaco – chiarisce oggi Laffusa–: non era assolutamente una minaccia fisica. Non mi sarei mai permessa, pur ammettendo di aver usato toni irriverenti. Fuori dal consiglio avrei semplicemente potuto parlare con più libertà di quanto fosse possibile in aula».
Al centro della vicenda resta l’interrogazione del consigliere Francesco Toia. Il documento chiede chiarimenti sulla collocazione del Servizio comunale “Performance e Legalità” nella macrostruttura dell’ente e sui poteri attribuiti alla responsabile con incarico di Elevata Qualificazione, la dottoressa Laura Zorzan.
Nell’atto si evidenzia che la determinazione comporta un impegno di spesa pluriennale e richiama un provvedimento di micro-organizzazione dell’11 febbraio 2025 che attribuirebbe alla stessa funzionaria la facoltà di assumere impegni di spesa e accertamenti di entrata senza limiti di importo, anche sul bilancio pluriennale. Tra i punti sollevati dall’interrogazione anche la natura del rapporto di lavoro della responsabile del servizio, il trattamento economico complessivo e la possibile criticità legata alla concentrazione nello stesso ufficio di funzioni di controllo della performance e di gestione diretta di affidamenti e spese.








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