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“Un altro domani” tornerà a Castano Primo: il Comune sostiene la Rete Antiviolenza e Auser Filo Rosa

Il docufilm “Un altro domani” tornerà a Castano Primo con il sostegno del Comune, che ha confermato il proprio impegno a supportare la Rete Antiviolenza e Auser Filo Rosa, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e territorio per contrastare la violenza di genere

Generico 02 Mar 2026

È possibile immaginare davvero “un altro domani”? Sabato 28 febbraio, all’Auditorium A. Paccagnini di Castano Primo, la risposta ha preso forma attraverso immagini, testimonianze e parole che hanno toccato corde profonde. L’iniziativa, promossa da Auser Ticino Olona, Auser Filo Rosa e dal Coordinamento Donne SPI-CGIL, con il patrocinio del Comune di Castano Primo, ha visto la proiezione del docufilm “Un altro domani” di Silvio Soldini e Cristiana Mainardi, seguita da una tavola rotonda e da un partecipato dibattito. Ogni relatore ha portando il proprio punto di vista e il proprio ruolo, sottolineando con forza quanto la collaborazione tra istituzioni, associazioni, forze dell’ordine e comunità sia fondamentale per contrastare la violenza di genere. Proprio in questo contesto l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Castano Primo, Licia Maria Colombo ha espresso la propria sensibilità sul tema e, soprattutto, ha manifestato un impegno chiaro e concreto: sostenere tutti i progetti della Rete Antiviolenza di cui fanno parte 51 Comuni e Legnano è capofila. Colombo si è resa disponibile a supportare le iniziative future, a partire dalla possibilità di riproporre la proiezione del docufilm attraverso un evento capace di coinvolgere un pubblico ancora più ampio, magari con il diretto interessamento delle scuole. Un segnale importante, che conferma come il Comune intenda fare la propria parte a fianco della Rete Antiviolenza, rafforzando un’alleanza istituzionale e sociale indispensabile per trasformare la sensibilizzazione in azione concreta.

Il confronto

Ad aprire la tavola rotonda è stata Antonella Manfrin, coordinatrice del Centro Antiviolenza Filo Rosa Auser , che ha illustrato il ruolo e il funzionamento della Rete Antiviolenza sul territorio. Manfrin ha spiegato come la rete rappresenti uno strumento fondamentale per garantire alle donne un supporto integrato e tempestivo, grazie alla collaborazione tra centri antiviolenza, servizi sociali, forze dell’ordine, strutture sanitarie e realtà associative. Ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e della presa in carico multidisciplinare, indispensabile per accompagnare le vittime in un percorso di uscita dalla violenza fatto di ascolto, tutela e ricostruzione dell’autonomia. Nel dibattito è intervenuta anche Lucia Morabito rappresentante dello SPI-CGIL, che ha posto l’accento sull’importanza di entrare nelle scuole per promuovere una cultura del rispetto e del contrasto alla violenza di genere. È proprio tra i più giovani, è stato sottolineato, che si costruiscono le basi di relazioni sane e consapevoli. Parlare di parità, di educazione sentimentale e di riconoscimento dei segnali di violenza significa investire nel futuro, prevenendo comportamenti e stereotipi che possono trasformarsi in dinamiche pericolose. La scuola, in quest’ottica, diventa un presidio fondamentale per diffondere una cultura che rifiuti ogni forma di sopraffazione e favorisca il rispetto reciproco.

In generale il docufilm, di Silvio Soldini e Cristiana Mainardi, ha offerto un grande affresco umano sul tema della violenza di genere, raccogliendo le testimonianze di vittime di maltrattamenti e stalking, di autori di violenza, di orfani di femminicidio, oltre ai contributi di Forze dell’Ordine, magistrati, avvocati, centri antiviolenza, psicologi e criminologi. Un racconto corale capace di far emergere una realtà che spesso si insinua silenziosamente nelle relazioni, difficile da decifrare, ma devastante nelle sue conseguenze. Proprio attingendo alle storie narrate il maresciallo Sacrato, comandante della Stazione dei Carabinieri di Castano Primo, ha portato la sua testimonianza di militare che più volte ha dovuto affrontare casi di violenza. Il carabiniere ha evidenziato come negli anni siano migliorati in modo significativo gli strumenti a disposizione delle Forze dell’Ordine per intervenire in modo tempestivo ed efficace. Ha ribadito l’importanza della formazione continua, che non deve mai interrompersi, perché rappresenta uno strumento essenziale in ogni ambito per riconoscere i segnali della violenza e individuare tempestivamente le vittime.

Nel corso del suo intervento il maresciallo ha parlato anche degli strumenti normativi oggi a disposizione per contrastare la violenza sulle donne, a partire dal cosiddetto Codice Rosso, che ha introdotto una corsia preferenziale per le denunce relative a maltrattamenti, stalking e violenza sessuale, imponendo tempi più rapidi nell’ascolto della vittima da parte dell’autorità giudiziaria. Negli ultimi anni la normativa è stata ulteriormente rafforzata con nuove fattispecie di reato, come il revenge porn, e con un inasprimento delle misure cautelari, oltre all’introduzione di strumenti tecnologici come il braccialetto elettronico per monitorare gli autori di violenza e garantire maggiore protezione alle vittime. Misure che, affiancate al lavoro delle forze dell’ordine e della rete territoriale, rappresentano un passo avanti concreto nella tutela delle donne, pur nella consapevolezza che la prevenzione culturale resti fondamentale.

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
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Pubblicato il 02 Marzo 2026
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