Scuola
Il magistrato Maresca incontra gli studenti a Legnano: “Falcone e Borsellino i veri influencer”
L’incontro si è svolto il 24 febbraio nell’Aula Magna dell’ICS Bonvesin e la mattina successiva ha coinvolto la anche gli studenti del Liceo Galilei
«Da una parte c’è la mafia; dall’altra ci sono i “falconiani”». È un chiaro invito a scegliere da che parte stare, seguendo l’esempio del Giudice Falcone, quello che il magistrato Catello Maresca, invitato nelle scuole legnanesi il 24 e il 25 febbraio, ha rivolto a genitori e studenti nell’ambito dell’iniziativa “Il coraggio delle scelte – Parlare di legalità a scuola”.
L’incontro si è svolto il 24 febbraio nell’aula magna delle scuole medie Bonvesin e la mattina successiva ha coinvolto anche 300 studenti del Liceo Galilei. Due momenti di riflessione dedicati alla legalità, tema centrale nel percorso educativo delle nuove generazioni.
Maresca, magistrato napoletano noto per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata – ha partecipato alle indagini che portarono, nel 2011, all’arresto del boss dei Casalesi Michele Zagaria – ha saputo fin da subito catturare l’attenzione dei giovani con la sua simpatia e la sua capacità di dialogo intergenerazionale.
Al centro dei due incontri, il suo libro “Il genio di Giovanni Falcone”, un racconto appassionato della figura del giudice ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992, «il giudice più bravo al mondo», come lo ha definito. «Ho provato a scrivere questo libro non con la mente, ma con il cuore: quello di un ragazzo che è cresciuto nel mito di Falcone, che ha creduto al suo esempio, che ha seguito il suo modello e che ha avuto la fortuna di svolgere la sua stessa missione, e di farlo con grande passione e amore». Un esempio, quello del “giudice genio”, che lo ha aiutato fin da bambino a compiere le scelte giuste: «Sono cresciuto nel quartiere Barra a Napoli, dove le alternative erano due: o diventare criminale o carabiniere. Figure come Falcone e Borsellino ti fortificano».

Nella foto Maresca moderato dal giornalista Andrea Accorsi

Per molti anni i due giudici sono stati i suoi più grandi «influencer», ha raccontato Maresca, contrapponendo modelli fondati su competenza, sacrificio e coraggio ai falsi miti che spesso dominano i social. Tra i tanti ha citato Rita De Crescenzo, sua compaesana esplosa sui social senza avere particolari capacità, e alcuni cantanti come Nico Pandetta – quello di “Maresciallo non ci prendi, pistole nella Fendi” – e Baby Gang, più volte finiti in carcere e portatori di messaggi criminogeni. «Falcone è stato un grandissimo pensatore e per questo è diventato il mio influencer»
«Voi non c’eravate quando ci sono state le stragi di Capaci e via D’Amelio – ha detto rivolgendosi agli studenti – non avete vissuto quella sferzata emotiva. Ma se è vero che da allora è cambiato tanto, è altrettanto vero che non sono cambiati i valori che quei magistrati ci hanno trasmesso: legalità, giustizia, libertà e coraggio» Valori che anche oggi possono diventare un faro per le nuove generazioni, chiamate a stare lontane dai modelli sbagliati e a non farsi trascinare dalla massa. «A Napoli si uccide per aver calpestato una scarpa», ha ricordato, sottolineando come la mafia non sia soltanto un’organizzazione criminale, ma «una mentalità che risiede nella testa delle persone» e che può insinuarsi anche tra i giovanissimi.
E non è mancata un’ammissione di responsabilità: «Se le mafie oggi sono ancora così forti è perché non abbiamo saputo erigere un muro contro l’indifferenza». Un muro che, ha sottolineato, va costruito insieme, giorno dopo giorno. «La vostra presenza qui oggi è importantissima – ha detto ai ragazzi – i vostri prof. dovrebbero premiarvi».

Al Liceo Galilei il magistrato ha presentato il libro davanti a 300 liceali: una platea attenta e partecipe, che ha partecipato a un momento di alta formazione civile; un’opportunità per riflettere sul valore della giustizia e sull’esempio di chi, come Giovanni Falcone, ha scelto di mettere “prima il dovere”.
Il ricavato del libro è destinato a UNICA – Unione Nazionale Italiana della Cultura Antimafia, associazione impegnata nella diffusione dei valori della legalità.
Alle Bonvesin l’incontro, patrocinato dal Comune, è stato realizzato in collaborazione con diverse associazioni, tra cui Lions Carrroccio, SS 33 Sempione e Associazione Nazionale Carabinieri. Al Liceo in collaborazione con la Compagnia dei Carabinieri di Legnano
Catello Maresca
Catello Maresca ha infatti ricoperto dal 2007 al 2018 il ruolo di sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, occupandosi delle principali inchieste contro il clan dei Casalesi. Ha coordinato l’operazione che il 7 dicembre 2011 portò all’arresto di Michele Zagaria, latitante da sedici anni e capo del clan. Ha inoltre partecipato all’operazione internazionale “Gomorrah” contro il traffico di merci contraffatte.
Per il suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Borsellino, il Premio Livatino, il Premio Caponnetto e il Gran Premio internazionale Leone d’oro di Venezia. A causa della sua attività giudiziaria è sotto scorta dal 2008. Attualmente è giudice presso la Corte d’Appello di Campobasso e docente di Diritto e legislazione antimafia presso l’Università Vanvitelli di Napoli. Autore di numerosi saggi e opere divulgative di educazione alla legalità, Maresca è cofondatore dell’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni, dedicata alla formazione e all’inserimento lavorativo di ragazzi provenienti da contesti di marginalità. Ha contribuito infine alla fondazione dell’Associazione U.N.I.C.A. (Unione nazionale italiana della cultura antimafia), finalizzata a diffondere la cultura della legalità con progetti formativi contro la dispersione scolastica, il bullismo e la povertà educativa.
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