Prima l’Università alla ex Manifattura, poi la candidatura: Lorenzo Radice tenta il bis da sindaco di Legnano
Radice aveva parlato, pur senza farne esplicitamente il nome, di una promessa legata alla Manifattura. Dopo il protocollo con la Statale e la presentazione del piano attuativo, l'annuncio della candidatura
Lorenzo Radice tenta il bis e si ricandida a sindaco alle prossime elezioni amministrative di Legnano. La candidatura del primo cittadino uscente era nell’aria, mancava sostanzialmente solo l’ufficialità, che ora è arrivata: Radice e la sua coalizione arancione di centrosinistra, che già aveva espresso con le sue liste compatte sostegno al loro primo cittadino, si faranno ufficialmente avanti sabato 14 febbraio in una conferenza stampa.
Nell’intervista di fine anno il sindaco aveva parlato di una promessa da mantenere prima di pensare alla campagna elettorale, ed era subito apparso chiaro il riferimento alla ex Manifattura. Nel sito industriale dismesso non arriveranno né il mercato coperto, né la nuova biblioteca di cui si era parlato durante la campagna elettorale nel 2020, ma un insediamento universitario legato alla Facoltà di Medicina, con un corso innovativo e fortemente orientato alle nuove tecnologie. La promessa del sindaco Lorenzo Radice – quella che aveva sottolineato di voler mantenere prima di annunciare la propria candidatura – è stata dunque mantenuta. Parzialmente? Con il protocollo d’intesa firmato ieri tra Comune di Legnano, Università Statale di Milano e Città Metropolitana, il futuro dell’icona del tessile è stato quantomeno tracciato.
La presenza della Rettrice alla conferenza stampa di presentazione del progetto ha rafforzato il peso politico e istituzionale dell’accordo, che sulla carta definisce un quadro di collaborazione per portare a Legnano attività legate alle facoltà di Medicina e Chirurgia. «Fossero pronti gli spazi, noi saremmo già pronti a partire», ha dichiarato la rettrice, confermando la volontà di attivare corsi nell’area medica e di lavorare a un percorso nuovo, più tecnologico e innovativo. Senza però potersi sbilanciare oltre: prima serviranno gli accreditamenti ministeriali e universitari, e i tempi della burocrazia in questi casi non sono brevi.
L’area storica e tutelata dell’ex colosso industriale dismesso (una superficie di 4mila metri quadri dati come utilità pubblica al Comune) è dunque destinata a riaprire le sue porte come fabbrica del sapere. Ma anche del saper fare, in continuità con alcune delle prime ipotesi di riqualificazione che avevano immaginato uno spazio dedicato alla formazione professionalizzante e artigianale. Durante l’incontro è stato infatti ribadito l’obiettivo di portare a Legnano ricerca, know how e sperimentazione in campo medico, senza escludere un dialogo con il sistema degli ITS post diploma. Tra le ipotesi, anche lo sviluppo di attività di simulazione clinica avanzata, guardando alle tecnologie e alla medicina del futuro.
Intanto prende forma anche il piano attuativo per l’area della ex Manifattura, presentato da Palazzo Malinverni insieme alla proprietà dell’area, Officine Mak, giovedì 12 febbraio. Il progetto esecutivo arriverà, ci sono anche i tempi burocratici di mezzo, ma l’orizzonte temporale tracciato dall’università non sembra un traguardo irraggiungibile anche per il resto dell’area, che anzi potrebbe prendere forma già ben prima dell’arrivo degli studenti.
Tornando alle elezioni, al momento i candidati usciti allo scoperto sono tre: Federico Amadei, attuale consigliere comunale e candidato del Polo civico, il cui peso sarà sicuramente decisivo; Mario Almici, candidato del centrodestra unito, e Lorenzo Radice, candidato del centrosinistra.








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