Il Galilei di Legnano celebra lo sport: dal fair play alle Paralimpiadi di Santino Stillitano
Il liceo Galilei di Legnano ha ospitato il seminario “Educazione olimpica e valori dello sport”, promosso dal Comité International Pierre de Coubertin insegnando i valori olimpici tra progetti e testimonianze
Lo sport come scuola di vita. Mercoledì 11 febbraio il liceo Galileo Galilei di Legnano ha ospitato il seminario “Programma educativo sui valori olimpici”, promosso dal Comité International Pierre de Coubertin. L’iniziativa, inserita nel programma culturale di Milano-Cortina 2026 e patrocinata da Regione Lombardia, CONI e CIP, ha offerto a studenti e docenti un’occasione unica per riflettere sui principi che rendono lo sport una vera scuola di vita: inclusione, fair play, etica e sostenibilità.
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L’incontro si è svolto nel corso della mattinata con interventi di relatori di rilievo nazionale e internazionale, tra cui rappresentanti del Comitato Olimpico Internazionale, del Comitato Italiano Paralimpico e del mondo accademico. Sono stati presentati elaborati degli studenti, ispirati ai valori olimpici, dando voce alle nuove generazioni e mostrando come lo sport possa essere uno strumento di crescita personale e collaborazione.
Ad aprire il seminario è stato il professor Adragna, docente di Scienze Motorie al liceo Cairoli di Varese, con una provocazione semplice ma potente: «Lo sport non è solo competizione, ma una lezione di etica in movimento». Etica e sport condividono lo stesso centro: l’uomo. Se l’etica studia il comportamento umano, lo sport lo mette alla prova, Etica:Sport=Sport:Etica ,due realtà diverse, ma inseparabili, entrambe mirate a migliorare l’uomo e, attraverso di lui, il mondo.
Lo sport educa alla responsabilità, alla scelta consapevole e al rispetto delle regole. L’avversario non è un nemico, ma un alleato, e l’arbitro diventa garante di equilibrio e giustizia. Così lo sport si trasforma in palestra di virtù, un luogo dove fair play, lealtà e collaborazione insegnano più di una partita: insegnano un modo di stare al mondo.
Il dottor Pietro Freschi, di AERA – Associazione Europea Rotary per l’Ambiente – ha invece richiamato l’attenzione sulla sostenibilità, sottolineando che non è un’opzione, ma una responsabilità. Al centro del suo intervento l’Agenda ONU 2030, con i suoi 17 obiettivi per proteggere il pianeta e garantire uno sviluppo equo. Nel mondo dello sport, rispettare l’ambiente significa adottare comportamenti concreti, valorizzare spazi verdi e scegliere materiali sostenibili.

L’intervento di Oleksandra Boliak, giovane cheerleader ucraina selezionata dal Programme IOC Young Leaders, ha dimostrato come lo sport possa trasformare la vita delle persone anche nei contesti più difficili. Fuggita dalla guerra in Ucraina, Oleksandra ha utilizzato l’attività fisica per ricostruire una quotidianità, creare legami sociali e offrire speranza ai bambini rifugiati. Lo sport è diventato così uno spazio sicuro in cui esprimere emozioni, ritrovare un senso di appartenenza e sviluppare resilienza. In questo contesto, il movimento, il gioco e l’allenamento si sono rivelati una vera forma di cura, capace di offrire un supporto psicologico non stigmatizzante e di restituire normalità a situazioni profondamente segnate dall’emergenza.
La referente scuola del CIP Lombardia, Daniela Grisoni, ha spiegato come nello sport paralimpico si sia passati dal concetto di “integrazione” a quello di “inclusione”. Se l’integrazione implica colmare una mancanza, l’inclusione significa valorizzare le capacità di ciascuno, ponendole su un piano di pari opportunità. Ogni persona possiede punti di forza unici e una squadra funziona proprio grazie alla diversità dei suoi membri. Lo sport paralimpico, dal livello di base fino alle Paralimpiadi, dimostra come il gesto atletico possa esprimere talento, allenamento e competenza, ricordando che il vero obiettivo è valorizzare ciò che ogni individuo può fare.
Al di là delle medaglie, lo sport diventa un veicolo di valori e messaggi. Atleti storici e contemporanei – da Jesse Owens a Marcus Rashford – dimostrano come la loro visibilità possa promuovere giustizia, solidarietà e inclusione, diventando modelli di resilienza e coraggio. E se queste qualità si manifestano nella vita quotidiana, lo sport diventa uno strumento di trasformazione personale, capace di cambiare storie e aprire nuove possibilità.
A dimostrarlo è la storia di Santino Stillitano, atleta paralimpico italiano di Para Ice Hockey. Nato con una malformazione alla gamba destra, ha affrontato sfide che avrebbero scoraggiato chiunque, trovando nello sport libertà e realizzazione personale. Dopo esperienze in atletica e calcio, Santino ha scoperto il Para Ice Hockey, diventando portiere di livello mondiale. Per lui, la disabilità non è un limite. «Sul ghiaccio tutti sono uguali, conta solo talento, determinazione e passione».
Originario di Como, Santino si prepara con la Nazionale alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, con le gare alla Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena. Dopo la vittoria nel Mondiale Divisione B 2025, la squadra ora punta a migliorare il 4° posto di PyeongChang 2018.
Il Dirigente scolastico, Giuseppe Scafuro, le autorità presenti, tra cui l’assessore allo sport del Comune di Legnano, Guido Bragato, preziosi ospiti internazionali, i docenti, le studentesse e studenti, sono intervenuti rendendo questo incontro il successo dell’Olimpiade: eccellenza, rispetto, amicizia, coraggio, determinazione, ispirazione e uguaglianza; valori che si concretizzano nella realtà educativa liceale.











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