Centrodestra “in contromano” sulle modifiche alla viabilità in viale Cadorna a Legnano: “A rischio traffico e sicurezza”
Mario Almici, candidato sindaco del centrodestra per le prossime elezioni amministrative di Legnano, "boccia" su tutta la linea il progetto per la viabilità di viale Cadorna
Questa rotonda non s’ha da fare. Anzi, queste rotonde non s’hanno da fare. Mario Almici, candidato sindaco del centrodestra per le prossime elezioni amministrative di Legnano, “boccia” su tutta la linea il progetto per la viabilità di viale Cadorna, “figlio” del piano attuativo per l’area ex Gianazza approvato nei giorni scorsi dalla giunta Radice.
Nel mirino dell’aspirante primo cittadino soprattutto le due rotonde previste dal piano attuativo tra viale Cadorna e via Papa Giovanni e tra viale Cadorna e l’incrocio con via Tessa e via del Carmelo, il restringimento della carreggiata, che nel tratto tra le due rotonde passerà dalle attuali tre carreggiate a due, e l’ingresso nella rotonda che sostituirà l’attuale semaforo all’incrocio con via del Carmelo. «Sono molto preoccupato, come cittadino prima ancora che come candidato sindaco – sottolinea Almici -: questo progetto inciderà su tutti i cittadini di Legnano e su chiunque passerà dalla città. Era stato chiesto di apportare modifiche al progetto, modifiche di buon senso e non politiche, ma sono state tutte respinte. Se un semplice spartitraffico come quello dell’amministrazione Centinaio ha avuto l’impatto che ha avuto, figuriamoci cosa succederà ora: un singolo tamponamento rischia di bloccare tutta l’arteria stradale, e non dimentichiamoci che da quell’area partono anche i mezzi di soccorso della Croce Rossa».
Le modifiche che avrebbero dovuto essere apportate, per Almici, sono sostanzialmente quelle proposte dalla vicina Cerro Maggiore, che aveva suggerito di mantenere il semaforo all’incrocio tra viale Cadorna, via del Carmelo e via Tessa o in alternativa di riformulare il progetto prevedendo la realizzazione di una rotonda con un diametro di almeno 38 metri. Dal Comune limitrofo, inoltre, era arrivata anche la richiesta di mantenere il numero di corsie attuali oppure di prevedere, in seconda battuta, corsie di decelerazione e accelerazione adeguate rispetto ai nuovi ingressi previsti su viale Cadorna o una corsia dedicata ai mezzi di soccorso lungo l’arteria stradale.
Tra le soluzioni alternative a quelle previste dal piano attuativo ipotizzate dal Comune di Cerro Maggiore c’erano poi la realizzazione dell’attraversamento ciclopedonale di viale Cadorna con un sottopasso o un sovrappasso o l’allontanamento dell’attraversamento dall’incrocio tra viale Cadorna, via Tessa e via Catullo, dotando l’intersezione di un impianto semaforico a chiamata. Ultimo punto, il divieto di accesso diretto da viale Cadorna ai nuovi comparti terziario-commerciali in caso di mancato accoglimento della richiesta di mantenere il numero attuale di corsie lungo il viale. Osservazioni respinte al mittente quasi in blocco da Legnano, con la sola eccezione dell’impianto semaforico a chiamata all’attraversamento pedonale tra via Cadorna, via Tessa e via Catullo.
«Il problema impatterà sulla città e sui cittadini, ma anche sui trasporti eccezionali delle aziende – aggiunge Almici -. Non capisco perché non siamo stati accolti i suggerimenti finalizzati a mantenere il semaforo o quantomeno a disassare la rotonda, né quelli per la realizzazione di un sottopasso o di un sovrappasso, figuriamoci poi se si pensa ad eliminare la ciclabile: è chiaro che per l’attuale maggioranza sono una priorità, ma a discapito di chi? Dei 17mila veicoli che ogni giorni si troveranno a fare i conti con questa situazione. Il traffico in città è già quello che è, e verrà ulteriormente complicato in un nodo fondamentale: si creerà un collo di bottiglia già alla prima rotonda, e si perderà l’attuale “onda verde”. Questo progetto mette a rischio non solo il traffico, che in città è già critico, ma anche la sicurezza. Sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano, valutare l’impatto dei supermercati sul traffico e poi prendere le decisioni».
Le nuove rotonde, peraltro, potrebbero essere messe in cantiere proprio alle porte o a cavallo della tornata elettorale. Il piano “B” del centrodestra se le urne sorrideranno alla coalizione di Almici? La speranza è quella di poter «intervenire con una variante in corso d’opera se sarà tecnicamente possibile». Per le proposte per la viabilità vere e proprie, al di là di viale Cadorna, c’è da aspettare il programma elettorale. «Di sicuro non ci metteremo a dipingere biciclette a terra o a fare parcheggi a lisca di pesce al contrario – ironizza Almici, con riferimento ad alcune delle scelte in tema di mobilità della giunta che più hanno fatto discutere in questi anni -. Cercherò di eliminare quanto pià possibile gli aspetti fastidiosi della circolazione in città. Non posso dire toglierò le ciclabili, perché prenderei in giro le persona dal momento che sono stati spesi soldi pubblici, ma serve pragmaticità».
Foto di archivio









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