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L’università nel futuro della ex Manifattura di Legnano: c’è l’intesa per un nuovo insediamento della Statale

Verrà presentata nei prossimi giorni l'intesa fra Statale di Milano, Città Metropolitana e Comune di Legnano per la realizzazione di un nuovo insediamento universitario negli spazi dell'ex Manifattura

Dentro la ex Manifattura di Legnano

L’università negli spazi della ex Manifattura di Legnano. Verrà presentata nei prossimi giorni l’intesa fra Statale di Milano, Città Metropolitana e Comune di Legnano per la realizzazione di un nuovo insediamento universitario in città negli spazi dell’ex Manifattura.

L’ex sito industriale, che ancora oggi è un simbolo degli anni d’oro del tessile a Legnano con la sua ciminiera in mattoni, l’unica ancora esistente in città, nel 2021 è stata acquistata da Officine Mak. Per la ex Manifattura – che anni fa era finita al centro di una querelle quantomeno accesa tra Comune e proprietà – il PGT prevede una destinazione mista: il progetto dovrà mantenere l’edificio principale dell’ex Manifattura, «sia attraverso il recupero e la valorizzazione percettiva dall’esterno dell’opificio tradizionale», sia recuperando a livello architettonico e funzionale degli edifici su via Lega, alcuni dei quali vincolati dalla Soprintendenza. Dovrà inoltre essere garantita l’apertura al pubblico della parte lungo via Lega nell’ottica di creare una piazza, e andranno valorizzati gli alberi presenti e piantumati nuovi alberi per contenere l’isola di calore urbano. Prevista anche la cessione di almeno 5mila metri quadri di verde al Comune e la realizzazione di percorsi ciclopedonali che collegheranno via Palestro e via Banfi. Gli edifici residenziali, invece, andranno collocati nella parte sud, verso via Banfi.

Nel 2020, per la tornata elettorale segnata dal Covid, l’attuale maggioranza aveva lanciato il progetto “ManiFutura”, proposta finalizzata a «creare un ponte tra passato e futuro, per rilanciare in chiave attuale la vocazione produttiva della città». L’idea era quella di avviare «laboratori di formazione per l’industria 4.0, l’artigianato, le professioni artistiche e i servizi connessi» e di farne «un polo moderno», capace di coniugare «al lavoro la cultura e gli spazi per il tempo libero». Si era parlato di una nuova sede centrale per la biblioteca cittadina, da affiancare alle biblioteche diffusa di cui poi l’amministrazione negli anni ha fatto un cavallo di battaglia, di «spazi museali sulla storia produttiva di Legnano» e soprattutto di un mercato coperto.

Un progetto che rappresentava a tutti gli effetti un pezzo da 90 nel programma elettorale, tanto che quando il sindaco Lorenzo Radice a fine 2025 aveva parlato di un’ultima promessa da mantenere prima di pensare alla campagna elettorale, era stato quasi automatico pensare alla ex Manifattura, anche perché da Palazzo Malinverni nei mesi scorsi, pur invocando «pazienza», avevano parlato di progetto «in itinere». Ora una prima certezza per i 40mila metri quadri a due passi da Piazza San Magno però c’è, e si chiama Università Statale di Milano. E se non è il “botto” di fine mandato di cui aveva parlato Radice, di certo ci assomiglia parecchio.

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 04 Febbraio 2026
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