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Giorno della Memoria, il Teatro Tirinnanzi di Legnano pieno di studenti: “Mai indifferenti”

Una mattinata di riflessione dedicata al Giorno della Memoria a cui hanno partecipato circa 450 studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Legnano

Giornata della Memoria - Teatro Tirinnanzi

Un Teatro Tirinnanzi completamente pieno, con circa 450 studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Legnano ha fatto da cornice alla mattinata di riflessione dedicata al Giorno della Memoria. Protagonisti dell’incontro sono stati gli studenti che nel 2025 hanno partecipato al viaggio nei campi di sterminio nazisti, chiamati a condividere pensieri ed emozioni maturate dopo l’esperienza. In sala erano presenti anche il vicesindaco Anna Pavan, gli assessori Ilaria Maffei e Guido Bragato e il presidente del Consiglio comunale Umberto Silvestri. Nel suo intervento, il sindaco Lorenzo Radice ha ringraziato l’ANPI per l’organizzazione della giornata, sottolineando il valore attuale della memoria: «Questa non è solo una giornata in cui ci fermiamo a ricordare, ma un momento per guardare al futuro. La democrazia, la pace e la libertà che viviamo in Europa dal dopoguerra non sono scontate: sono un’eccezione nella storia».

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Radice ha richiamato il ritorno della guerra come possibilità concreta e il rischio dell’assuefazione alla violenza: «L’idea che la guerra e la violenza possano entrare nella vita quotidiana non è più astratta. Per questo vi chiedo una cosa sola: non restare indifferenti. Potete pensarla come volete, ma non potete permettervi di restare indifferenti». A rimarcare la necessità di trasformare la memoria in responsabilità civile è stato il presidente ANPI Milano e Legnano Primo Minelli, che ha invitato gli studenti ad andare oltre la semplice conoscenza storica: «Vorrei che questa giornata non fosse solo una giornata di conoscenza, ma anche un momento di riflessione sulle radici e sulle parole che hanno costruito quei modelli».

Minelli ha ricostruito l’origine del fascismo e il suo ruolo di modello per il nazismo: «Il fascismo nasce su rancori, rabbia e violenza, sulla semplificazione dei concetti, illudendo le persone che con la forza si potessero risolvere i problemi. Tutto è iniziato con le parole, e quell’ideologia è stata poi assunta dai nazisti come modello». Un passaggio forte è stato dedicato ai segnali del presente: «Quelle idee che hanno prodotto disastri sociali e umani non sono morte. Oggi tornano sotto forma di intolleranza, schedature, sdoganamento di forze che si richiamano al fascismo. Il nostro compito è combatterle con la democrazia, la cultura e l’intelligenza».

Minelli ha infine richiamato il giuramento di Mauthausen: «Quel “mai più” che nacque dopo la liberazione dei campi oggi è fortemente messo in discussione». Ad allargare lo sguardo al contesto europeo è stato il vicepresidente ANPI Legnano Giuliano Celin, che ha parlato di una deriva preoccupante: «In Europa avanzano forze di estrema destra che professano idee razziste e discriminano gli esseri umani in base al colore della pelle e alle convinzioni religiose e politiche». Celin ha poi puntato l’attenzione anche sulla situazione italiana: «Anche nel nostro Paese emergono segnali molto preoccupanti: dall’indifferenza verso la libertà di stampa e l’indipendenza della magistratura, fino allo sdoganamento di forze dichiaratamente fasciste come CasaPound».

E ha concluso con un riferimento alle scuole: «È grave che si arrivi a distribuire questionari per identificare gli insegnanti di sinistra: sono pratiche che la storia ci ha già insegnato dove possono portare. La mattinata al Teatro Tirinnanzi si è così trasformata in un momento di memoria viva, in cui le testimonianze degli studenti e le parole delle istituzioni hanno ribadito un messaggio comune: ricordare non basta, occorre prendere posizione, oggi, per difendere democrazia, libertà e pace».

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Pubblicato il 01 Febbraio 2026
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