Stop a fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali: l’odinanza del sindaco di Lainate dopo Crans-Montana
Il provvedimento ufficializzato oggi, venerdì 23 gennaio, è immediatamente esecutivo su tutto il territorio comunale e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Intanto continuano le operazioni per curare i feriti e riportare in Italia i connazionali coinvolti nel grave incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana
Dopo la tragedia di Crans-Montana, il sindaco di Lainate ha firmato un’ordinanza che vieta l’utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici nei pubblici esercizi e nei locali aperti al pubblico. Il provvedimento ufficializzato oggi, venerdì 23 gennaio, è immediatamente esecutivo su tutto il territorio comunale e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. L’ordinanza, come spiega il primo cittadino, nasce dalla necessità di prevenire incidenti e garantire la sicurezza nei luoghi pubblici. L’uso di fiamme decorative o dispositivi pirotecnici durante feste ed eventi è una pratica diffusa ma potenzialmente pericolosa.
L’ordinanza
Il recente episodio di Crans-Montana, costato la vita a diverse persone, ha riportato l’attenzione sui rischi legati all’impiego incontrollato di fuoco nei locali. Il divieto riguarda fiamme ornamentali, articoli pirotecnici ad effetto illuminante, fornelli portatili, bruciatori e qualsiasi altra fonte di fuoco non espressamente autorizzata. Il rischio, sottolinea il provvedimento, riguarda sia l’incolumità delle persone che il possibile danneggiamento del patrimonio pubblico e privato. Chi violerà il divieto sarà soggetto a una sanzione amministrativa compresa tra 250 e 500 euro, ai sensi dell’art. 7-bis del d.lgs. 267/2000. Il trasgressore dovrà interrompere immediatamente l’attività in corso. L’eventuale inottemperanza comporterà l’applicazione dell’art. 650 del codice penale. L’ordinanza è stata adottata in via contingibile e urgente dal Sindaco, in qualità di ufficiale di Governo, con l’obiettivo di prevenire situazioni che possano mettere in pericolo la popolazione.
Crans-Montana, Bertolaso: “Due ragazzi ancora da identificare”
Continuano le operazioni per curare i feriti e riportare in Italia i connazionali coinvolti nel grave incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana. A fare il punto è stato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenuto dall’ospedale Niguarda di Milano, dove sono già arrivati sette giovani trasferiti in elicottero con un massiccio sforzo sanitario. Secondo quanto riferito, l’operazione resta complessa: due dei casi più gravi sono ricoverati al centro grandi ustionati di Zurigo e non sono ancora stati identificati con certezza. «Ci sono due ragazzi che sembrano essere nostri – ha spiegato Bertolaso – ma dobbiamo attendere le prove del DNA. Non è possibile riconoscerli visivamente, a causa delle ustioni, e non possono parlare perché intubati». Nella giornata è previsto l’arrivo a Milano di Sofia, attualmente ricoverata a Losanna, considerata la paziente più grave tra quelle trasportabili. Per altri tre ragazzi, invece, i medici svizzeri hanno escluso il trasferimento prima del 6 o 7 gennaio.
Crans-Montana, il punto di Bertolaso: “Sette ragazzi già a Milano, ma l’operazione non è conclusa”










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