Al Bernocchi di Legnano gli studenti riflettono sul rispetto nel ricordo di Willy Monteiro Duarte
Un gruppo di studenti mediatori è entrato nelle classi prime e seconde per promuovere una riflessione sugli atteggiamenti e i comportamenti corretti da adottare nella relazione con gli altri
In occasione della Giornata del rispetto, all’ISIS Bernocchi di Legnano è stata organizzata, nell’ambito delle attività di educazione civica, un’iniziativa di peer education condotta da un gruppo di studenti formati come mediatori, che sono entrati nelle classi prime e seconde per promuovere una riflessione sugli atteggiamenti e i comportamenti corretti da adottare nella relazione con gli altri, a partire dal ricordo di Willy Monteiro Duarte.
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Istituita dalla Legge n. 70 del 2024, la giornata ha lo scopo di promuovere una cultura della non violenza e combattere ogni forma di discriminazione. Per raggiungere questo obiettivo l’educazione civica ha un ruolo fondamentale, come sottolineato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: «Una Scuola “costituzionale”, che pone la persona al centro della propria azione educativa, è d’altro canto una Scuola che educa al rispetto verso l’altro», ha scritto Giuseppe Valditara in una nota agli Uffici scolastici regionali e ai dirigenti.
Nelle classi, i mediatori hanno presentato un video dedicato a Willy, il giovane ucciso nel 2020 a Colleferro in un pestaggio per essere intervenuto a difendere un amico, e hanno raccontato la sua storia agli studenti, invitandoli a riflettere anche sul caso di violenza verificatosi di recente nella scuola di La Spezia, dove un ragazzo ha accoltellato un compagno.
In un momento di brainstorming si è cercato di capire insieme che cosa significhi “rispetto”, parola complessa che viene dal latino e significa “guardare nuovamente”, ovvero “riconoscere”. Si tratta di un concetto molto ampio che implica – hanno riassunto i mediatori – «sentimenti e atteggiamenti di riguardo che portano a riconoscere i diritti e la dignità di ciascuno». «Rispettare», hanno spiegato, «è rendersi conto che ogni persona ha diritto di essere esattamente ciò che sceglie di essere».
Sono stati quindi proposti esempi di situazioni di conflitto e di mancanza di rispetto e, lavorando in gruppo, si è ragionato sulle possibili soluzioni, scoprendo che il filo rosso che tiene insieme tutte le risposte è la comunicazione: una comunicazione autentica, in cui ciascuno ascolta e si mette nei panni dell’altro. Se il bullismo è la negazione dell’altro, il non riconoscerlo come persona, il rispetto passa attraverso l’ascolto.
L’atteggiamento corretto, se si subiscono o si è testimoni di atti di bullismo, è favorire in ogni modo il dialogo, cercando aiuto nei genitori, negli insegnanti, negli adulti e nei compagni. I ragazzi più grandi hanno infine presentato la mediazione tra pari come una pratica che aiuta ad affrontare i conflitti, a elaborarli e a trovare possibili soluzioni. Nella mediazione, di fronte a un compagno più grande e imparziale che favorisce il confronto tra le parti, si può trovare uno spazio in cui diventa possibile quell’ascolto reciproco che porta a rispettarsi e a riconoscersi l’un l’altro.














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