Il centro di Legnano tra chiusure e nuove aperture: un commercio che cambia pelle
In via Corridoni ha chiuso Block 61, mentre il negozio di camice Ingram sta liquidando tutto. Brilla l'apertura di Legami e di altre catene, ma c'è attenzione per le vetrine vuote
In centro a Legnano è partita la corsa ai saldi, ma senza l’entusiasmo e l’affollamento che in passato caratterizzavano questo periodo. Le vetrine espongono sconti e promozioni, ma il clima che si respira tra i negozianti è improntato più alla prudenza che all’euforia.
Già la campagna di acquisti natalizi, raccontano alcuni commercianti, si era svolta in modo piuttosto tranquillo. Un segnale che inizia a rendere più evidente una difficoltà diffusa, legata soprattutto al caro vita, che spinge le persone a ponderare con maggiore attenzione ogni spesa. Le priorità sembrano essere cambiate: viaggi, ristoranti ed esperienze vengono spesso preferiti all’acquisto di capi di abbigliamento, settore che oggi appare tra i più penalizzati.
In questo contesto resistono soprattutto quei negozi che puntano su prodotti di qualità, ricercati, particolari, difficili da trovare altrove. Una scelta che però non sempre basta a compensare il calo generale dei consumi. Anche a Legnano, città conosciuta per la sua vitalità, iniziano a vedersi vetrine vuote.
LE CHIUSURE
È il caso di Block 61, negozio di abbigliamento di via Corridoni, legato in prevalenza al marchio Armani, che ha abbassato definitivamente la saracinesca questo Natale. Come indicato anche sul sito, l’attività non riaprirà più e i locali risultano ormai completamente sgomberati. Ha annunciato la chiusura dopo la liquidazione totale anche Ingram, marchio toscano con diversi punti vendita in Italia, presente a Legnano da 16 anni e considerato un riferimento per l’acquisto di camicie di qualità. La decisione rientra in una più ampia riorganizzazione che ha coinvolto altri negozi del gruppo, ma chi lavorava nel punto vendita legnanese parla apertamente di un forte calo delle vendite e di una diminuzione del passaggio, soprattutto nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.

Nell’ultimo anno Legnano ha visto anche la chiusura di attività storiche, come la Ferramenta Prandoni, Ottica Gallo e la Copisteria Borsani, realtà che per decenni hanno rappresentato punti di riferimento per residenti e commercianti. A preoccupare, però, non è solo la singola serranda abbassata, ma il rischio che un numero crescente di vetrine spente finisca per incidere sulla vivibilità e sulla qualità della vita in città. In questo quadro va sottolineato come, a pochi metri da Ingram, all’angolo con via Palestro, sia ancora vuoto il negozio multipiano, chiuso a seguito delle vicende societarie del marchio via Verdi che ne hanno decretato la cessazione dell’attività. Altre botteghe risultano inoltre sfitte anche in corso Garibaldi, contribuendo a una percezione di maggiore fragilità del tessuto commerciale.
Nonostante queste chiusure, Legnano resta una città attrattiva, ma è evidente come il commercio stia cambiando volto. Al posto dei negozi di abbigliamento e del commercio tradizionale, aprono sempre più spesso barber shop, centri estetici, attività per la cura delle unghie e locali pubblici. Se da un lato bar e locali continuano a svolgere un ruolo importante come luoghi di socialità e vitalità urbana, dall’altro il commercio di vicinato sembra avere bisogno di nuove spinte per restare competitivo e continuare a garantire un’offerta diversificata. Ad esempio ha riscosso successo il negozio di oggettistica natalizia in via Verdi. Tra le idee che circolano tra i commercianti c’è quella di “fare squadra”, puntando su eventi, iniziative e momenti di animazione capaci di riportare le persone in centro non solo per passeggiare, ma anche per acquistare. Una sfida aperta, che l’avvio dei saldi rende ancora più evidente e attuale.
I DATI DELL’OSSERVATORIO
Secondo i dati dell’Osservatorio Regionale del Commercio tra il 2023 e il 2025 il numero complessivo di esercizi di vicinato a Legnano è aumentato, passando da 763 a 790 unità.
Nel centro urbano convivono attività tradizionali, come panetterie e negozi alimentari specializzati, insieme a servizi, somministrazione e commercio non alimentare, che risultano complessivamente prevalenti. Anche la lettura di questi dati evidenzia come il commercio di prossimità non sia scomparso, ma stia cambiando forma: accanto alle botteghe storiche si affermano nuove formule commerciali, spesso riconducibili a catene organizzate, come il noto marchio Legami, aperto a Natale in pienissimo centro, o orientate a una spesa veloce e a un’utenza urbana. In questo contesto rientrano aperture come quella di un Carrefour Express in pieno centro città, che, pur essendo classificato come esercizio di vicinato alimentare per dimensione, rappresenta un modello di vendita diverso rispetto al negozio indipendente tradizionale.
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