Il rilancio della ex Manifattura ultimo “goal” della giunta? L’opposizione: “Si evita il confronto preventivo”
Dopo che il sindaco Lorenzo Radice ha parlato nei giorni scorsi di un'«ultima promessa da mantenere», tutti i riflettori sono puntati sulla ex Manifattura. Critiche dal Movimento dei Cittadini
È il rilancio dell’area ex Manifattura di Legnano la «promessa ancora da mantenere» che il sindaco Lorenzo Radice vuole mandare in porto prima della fine del mandato, tra qualche mese? Da Palazzo Malinverni primo cittadino e assessore non si sbottonano – nei mesi scorsi, però, pur invocando «pazienza» avevano parlato di progetto «in itinere» -, e lo stesso fa la proprietà. Ma sfogliando il programma con cui cinque anni fa Radice e i suoi sono stati eletti, che le parole di Radice siano riferite ai 40mila metri quadri a due passi da Piazza San Magno diventa automaticamente più di un sospetto.
L’ex sito industriale, che ancora oggi è un simbolo degli anni d’oro del tessile a Legnano con la sua ciminiera in mattoni, l’unica ancora esistente in città, nel 2021 è stata acquistata da Officine Mak. Per la ex Manifattura – che anni fa era finita al centro di una querelle quantomeno accesa tra Comune e proprietà – il PGT prevede una destinazione mista: il progetto dovrà mantenere l’edificio principale dell’ex Manifattura, «sia attraverso il recupero e la valorizzazione percettiva dall’esterno dell’opificio tradizionale», sia recuperando a livello architettonico e funzionale degli edifici su via Lega, alcuni dei quali vincolati dalla Soprintendenza. Dovrà inoltre essere garantita l’apertura al pubblico della parte lungo via Lega nell’ottica di creare una piazza, e andranno valorizzati gli alberi presenti e piantumati nuovi alberi per contenere l’isola di calore urbano. Prevista anche la cessione di almeno 5mila metri quadri di verde al Comune e la realizzazione di percorsi ciclopedonali che collegheranno via Palestro e via Banfi. Gli edifici residenziali, invece, andranno collocati nella parte sud, verso via Banfi.
Nel 2020, per la tornata elettorale segnata dal Covid, l’attuale maggioranza aveva lanciato il progetto “ManiFutura”, proposta finalizzata a «creare un ponte tra passato e futuro, per rilanciare in chiave attuale la vocazione produttiva della città». L’idea era quella di avviare «laboratori di formazione per l’industria 4.0, l’artigianato, le professioni artistiche e i servizi connessi» e di farne «un polo moderno», capace di coniugare «al lavoro la cultura e gli spazi per il tempo libero». Si era parlato di una nuova sede centrale per la biblioteca cittadina, da affiancare alle biblioteche diffusa di cui poi l’amministrazione negli anni ha fatto un cavallo di battaglia, di «spazi museali sulla storia produttiva di Legnano» e soprattutto di un mercato coperto.
Quanto di quel progetto confluirà nella riqualificazione dell’area, ammesso che alla prova dei fatti sia davvero questo il “botto” di fine mandato della giunta arancione di Lorenzo Radice, al momento non è dato sapersi. Intanto però a tenere viva l’attenzione sulla ex Manifattura c’è l’opposizione, con il Movimento dei Cittadini che nei giorni scorsi ha invocato «l’utilizzo della ex Manifattura per la rinascita della città e per valorizzarne gli importanti caratteri identitari, culturali ed artistici» e la valorizzazione dell’ex sito industriale, come di altre «bellezze della città».
«Gli oltre cinque anni di questa giunta non sono stati sufficienti oppure si è ritardata apposta la soluzione – si chiede il capogruppo Franco Brumana -? Non lo sappiamo. In attesa del colpo di scena finale, si accentua l’aspettativa con mezze frasi e nel contempo si mantiene il segreto sui contenuti della “ManiFutura” e sulle trattative in fase di conclusione. In questi modo si evita un fastidioso confronto preventivo con la città e con i consiglieri comunali, che magari potrebbero proporre soluzioni alternative».
«Chissà se le attese, suscitate dal sindaco, di cogliere un’occasione irripetibile per rilanciare una città assopita e sempre più periferia della grande Milano verranno soddisfatte – si chiede ancora Brumana -? Riceveremo all’ultimo momento e magari come sorpresa nell’uovo di Pasqua il regalo della “ManiFutura” già impacchettato e accompagnato da elogi e ringraziamenti, che sicuramente non mancheranno».










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