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Ugo Riva porta a Legnano le sue “Icone dell’Anima”

Dal 15 novembre a Palazzo Leone da Perego, la nuova mostra dello scultore bergamasco molto legato a Legnano: un viaggio tra materia, spiritualità e domande sull’esistenza

Ugo Riva mostra

Sarà inaugurata sabato 15 novembre, nelle sale espositive di Palazzo Leone da Perego a Legnano, la nuova mostra di Ugo Riva, “Icone dell’Anima”: un percorso intenso e potente che mette al centro una domanda antica e sempre attuale – a cosa serve l’arte, se non a cercare il senso della vita?

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La mostra, che resterà aperta fino al 18 gennaio 2026, nasce da un rapporto ormai consolidato tra l’artista e la città. Opere di Riva sono infatti già presenti in alcuni luoghi significativi di Legnano, come la Sala Previati del Castello Visconteo e la cappella dell’Ospedale di Legnano. Trovarsi a Legnano, per l’artista, significa quindi sentirsi a casa. «L’esposizione, anticipata dalla posa di quattro sculture posizionate nel centro cittadino, rinnova e approfondisce questo legame – spiega l’assessore alla Cultura Guido Bragato – portando nelle sale di Leone da Perego opere che affrontano temi universali». Temi come la maternità, la fragilità, il dolore, la gioia e la spiritualità, che attraversano da sempre la ricerca di Riva.

L’artista e il suo pensiero

Ugo Riva, artista di origini bergamasche, è diventato scultore da autodidatta «quasi per caso», dopo aver accantonato il sogno di diventare musicista – «ero negato», racconta con ironia.
Si definisce un talebano dell’arte concreta, quella fatta di materia che si trasforma, lontana da mode e logiche di mercato. «Siamo diventati strabici sull’arte – ha detto in occasione della presentazione della mostra –. Con l’intelligenza artificiale stiamo rischiando di distruggere qualcosa di essenziale. L’arte è un’epifania, è trasformazione della materia. Oggi siamo dominati dal mercato, ma io mi considero figlio del patrimonio italiano e voglio difenderlo». Per Riva, l’arte è fatica: un atto fisico e spirituale insieme, un modo per plasmare la materia e dare forma ai pensieri: «È bene che ogni persona trovi la propria lettura delle opere esposte. Ogni sala ha un suo racconto. Non c’è un curatore a mediare: è un dialogo diretto tra le mie opere e lo spettatore».
Ad accompagnare la lettura delle opere ci sono le poesie di Davide Rondoni e le grafiche dello sponsor tecnico GR Group, rappresentato da Stefano Rampinini: «Ho cercato di portare un valore aggiunto all’arte di Ugo Riva, che mi ha ricordato la purezza dell’arte che faceva anche mio padre, a cui rendo omaggio».

Maternità, Covid, gabbie e angeli: le stanze della mostra

Tra le sculture esposte sono protagonisti gli angeli, che per l’artista «spingono lo sguardo verso l’alto, invitano a riflettere sulla fine e sul senso dell’esistenza». Importanti anche le figure materne, collocate in spazi che richiamano pale d’altare: «La maternità – spiega Riva – è per me simbolo di superamento e consapevolezza, una trinità insieme divina e umana, dove convivono memoria e trascendenza. Il soggetto della maternità ricorre nella mia opera perché mi ha aiutato a superare un blocco personale legato al rapporto con mia madre».
Il percorso espositivo si apre proprio con la maternità, tema legato anche a una rivelazione personale: studiando Piero della Francesca all’Accademia di Brera, Riva racconta di essersi riconosciuto nel bambino in braccio alla Madonna. Da qui nasce anche la sua scelta di chiudere sempre gli spazi espositivi con un forte senso di sacralità. C’è poi la sala dedicata al Covid con un Cristo disperato, simbolo di sofferenza universale e una grande gabbia collettiva rappresentante quel periodo, metafora anche della rete di Internet che imprigiona l’uomo moderno: «In fondo – riflette l’artista – siamo tutti pesci in trappola, in una società che ci controlla e ci sorveglia. Alla fine del tunnel, però, c’è sempre la speranza, quella luce che ci porta fuori dalla gabbia. Questa è una mostra di domande: finiscila di prendere in mano il telefono e di credere a tutto ciò che ti viene trasmesso. Alza la testa, guarda le stelle, il cielo… e ti renderai conto che non sei nulla nell’universo».

Chi è Ugo Riva

Nato a Bergamo nel 1951, Ugo Riva si è interessato all’arte figurativa fin dall’adolescenza, avvicinandosi alla scultura nel 1977. A partire dagli anni Ottanta, ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero: Biennale di Venezia, Triennale di Milano, Palazzo della Permanente, EXPO di Milano, Festival dei Due Mondi di Spoleto, Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, Giardino della Gherardesca di Firenze, Fortezza Medicea di Arezzo, Palazzo Te di Mantova, Palazzo Creberg di Bergamo, oltre a esposizioni internazionali a Washington, Seul, Parigi, Bruxelles e Den Haag.
Dal maggio 2012, i suoi “Frammenti” sono esposti nella Sala Previati del Castello di Legnano, dove il legame tra l’artista e la città si è consolidato nel tempo.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Novembre 2025
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