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Oratorio e associazione sportiva, possono convivere? Il pensiero di don Marco Lodovici parroco a S.Domenico Legnano

Prossimo a lasciare la città, il sacerdote tratta un argomento spesso motivo di dibattito, la convivenza tra l'attività oratoriana e quella sportiva

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Dopo il Palio, lo sport. Don Marco Lodovici, prossimo a lasciare la parrocchia San Domenico (a settembre sarà destinato ad un’altra località in Diocesi), lascia messaggi e considerazioni sulla sua pagina social. frutto dell’esperienza ultradecennale avuta in città. Oggi, è la volta del rapporto sport-oratorio.

Con la fine del mese di Maggio si iniziano a tirare le somme delle attività delle associazioni sportive e si preparano le preiscrizioni per il nuovo anno. Colgo l’occasione per proporre qualche riflessione sullo sport in oratorio e sulla presenza di associazioni sportive che nascono dal progetto educativo dell’oratorio. Oltretutto sono passati quasi 10 anni, era il 25 Ottobre 2013 quando, intorno al tavolo di casa mia, ho riunito alcune persone dicendo che sognavo la nascita di una associazione sportiva anche per i nostri due oratori di san Domenico e san Magno. Oggi i tesserati sono più di 300, ci sono 6 squadre di pallavolo, 8 di calcio e una di tennis tavolo. Siamo passati dal sogno ad una bella e significativa realtà!

Ci sono anche dei risultati importanti, l’under 17 di pallavolo dopo aver vinto il girone nel campionato CSI è arrivata 3^ ai provinciali di Milano (perdendo il 1^ posto solo nello sprint finale); nel calcio l’under 12 rossa si giocherà in questa Domenica le finali CSI, la Open è passata nella zona di Varese dalla serie D alla serie C e l’under 12 verde ha vinto “la coppa disciplina” che visto i tanti modelli dello sport di oggi, è un gran riconoscimento. Vorrei menzionare anche i piccolini della squadra Primi Calci che giocano a 5 direttamente nel nostro oratorio e che sono fortissimi e pieni di entusiasmo. Vederli all’opera è uno spettacolo. Infine segnalo anche il fatto che con quest’anno la nostra squadra di tennis tavolo si è iscritta anche alla federazione ponendo le basi per un cammino di crescita ed è l’unica della città.

Ma vale la pena investire energie per far crescere una squadra sportiva nell’oratorio? Ci sono dei rischi. Qualche volta l’associazione sportiva è estranea alla vita dell’oratorio ma ne usa gli spazi e può diventare un peso, qualche volta nasce con il desiderio di essere parte dell’oratorio ma poi si inseriscono dirigenti che hanno in mente solo lo sport e preti che non seguono più queste attività e allora si arriva ad avere come unico collegamento i soldi degli affitti o dei rimborsi spese ed è chiaro che così non si fa molta strada.
Io ho giocato nella Victor di Rho, sono stato consulente ecclesiale della Virtus e della Jolly a Palazzolo Milanese, ho fondato l’UP Settimo e qui a Legnano l’OLC vorrei dirvi, sulla base della mia esperienza, i valori che vedo nello sport in oratorio.

Anzitutto lo sport aiuta a sentirsi parte di una squadra e crea gruppo. Questo vale per ogni sport di squadra in genere ma quando il mister è in contatto o meglio ancora, lavora insieme all’educatore del gruppo dell’oratorio, quando gli aiuto allenatori sono gli adolescenti che poi seguono i bambini allora la famiglia dell’oratorio diventa più unita anche grazie allo sport. Ho in mente esempi bellissimi di ragazzi che non sono riuscito a recuperare dopo il Covid attraverso i gruppi dell’oratorio ma che si sono inseriti ripartendo dall’attività sportiva e altri che sono arrivati a Legnano chiedendo di giocare a calcio o pallavolo e che poi, attraverso il resto della squadra, si sono ritrovati a vivere la vita dell’oratorio.

Poi lo sport chiede impegno negli allenamenti, grinta e tenacia per arrivare ad un risultato e questo è fondamentale. In un mondo come il nostro in cui si rifiuta la fatica, in cui spesso i genitori danno ai figli sempre “la pappa pronta”, in cui stringere i denti per raggiungere un risultato sembra troppo difficile e sembra che non valga la pena è importante ricordarsi che la fatica è essenziale per crescere e che attrezza i nostri ragazzi ad affrontare le difficoltà della vita senza smarrirsi.

Certo poi questo va relativizzato perché l’altro rischio è che lo sport diventi un idolo, che si facciano giocare solo quelli che sono più forti, che venga prima di tutto e che anche quando non è professionistico, assorba tutto il tempo dei ragazzi. Io credo che in questo lo sport in oratorio possa fare tanto! Anzitutto possa custodire e cercare di tenere insieme gli orari degli allenamenti con quelli degli incontri. Non è facile neanche nelle nostre società sportive che spesso non hanno campi loro e giocando su quelli comunali devono accontentarsi degli spazi che gli vengono lasciati, ma il principio di poter dare la possibilità di fare sport e di vivere il percorso dell’oratorio è fondamentale.

Insieme è importante che tutti abbiano la possibilità di giocare, chi più chi meno ma un segno fondamentale è sentirsi parte di un gruppo mettendoci le proprie capacità.
In questi anni di bambini e ragazzi che hanno dedicato allo sport tutto il loro tempo e ad un certo punto sono stati scartati perché non riuscivano a raggiungere i livelli richiesti e si sono trovati con il sogno infranto e spesso da soli ne ho visti tanti. Lo sport è prezioso ma non deve diventare “dio” nella vita di nessuno!
In oratorio è importante pensare ed educare ad uno sport che aiuti a crescere insieme e che sia parte di un percorso più ampio.

Concludo con un grande grazie ai dirigenti, agli allenatori, ai genitori e ai ragazzi che hanno creduto in questo sogno e che con dedizione ed entusiasmo lo stanno realizzando. E’ l’impegno di tutti che ha permesso tutto questo portatelo avanti così!
don Marco Lodovici

Redazione
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Pubblicato il 03 Giugno 2023
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